Cartografie oltre le colonne d’Ercole: l’esposizione al Broggi di Melegnano
ARTE Una mostra di Bedoni e Olivieri dal 26 settembre
Lettura 1 min.Il Museo Broggi di Melegnano si conferma sempre più un punto di riferimento per l’arte contemporanea e la cultura del territorio. Dopo una stagione che ha visto alternarsi mostre, incontri e presentazioni, lo spazio espositivo di via Fratelli Scholl è già prenotato fino alla metà del 2027. Un dato che testimonia il crescente interesse di artisti, fotografi, critici e associazioni culturali di voler scegliere il museo melegnanese come sede per esporre le proprie opere e dare vita a nuovi progetti.
Ad inaugurare la stagione autunnale sarà uno dei principali referenti del Museo Broggi, il melegnanese e critico d’arte Giorgio Bedoni, che insieme a Simona Olivieri curerà la mostra “Oltre le Colonne d’Ercole. Cartografie e mondi visionari”, in programma dal 26 settembre all’8 novembre. L’esposizione, patrocinata dal Comune di Melegnano per l’assessorato alla cultura, prende spunto dal concetto delle Colonne d’Ercole, il confine simbolico tra il mondo conosciuto e quello inesplorato, per riflettere sul viaggio, sulla ricerca e sulla capacità dell’arte di superare ogni limite geografico e culturale.
«Non sarà una semplice mostra di cartografie - spiega Bedoni - ma un percorso che mette in dialogo mappe reali e immaginarie, atlanti storici, opere contemporanee e visioni artistiche provenienti da epoche e linguaggi differenti». Il progetto si svilupperà nelle sale che affacciano sul fiume Lambro dove saranno esposti lavori che spaziano dal Settecento all’arte contemporanea. Il percorso comprenderà incisioni e acqueforti di Giovanni Battista Piranesi, le sue celebri “Carceri d’invenzione” (1745), l’onirismo visionario di Odilon Redon (1885) con le opere storiche del ‘900 di Paul Klee, Pablo Picasso, Victor Brauner con le mappe pionieristiche nate nelle stanze d’ospedale di Federico Saracini (1884-1903). Presenti gli storici autori dell’Art Brut internazionale, August Walla, Johann Garber, Carlo Zinelli, Egidio Cuniberti, veri esploratori dell’immaginario per necessità interiore e tra loro le opere di Evelyn Postic, Maurizio Zappon (ZAP), Rosalba Hernandez e Faustino Borgagni. Uno spazio particolare sarà dedicato anche alla cultura aborigena australiana con le opere di Joan Ronson Nakamarra, nelle quali la cartografia si intreccia con il concetto del “Dreamtime”, il Tempo del Sogno, trasformando il territorio in racconto spirituale. L’inaugurazione è fissata per sabato 26 settembre alle 18, un’appuntamento che rappresenta il primo tassello di un calendario ormai fitto di appuntamenti, segno di un museo che negli ultimi anni è riuscito a ritagliarsi un ruolo sempre più riconosciuto nel panorama culturale del Sud Milano.
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