Anselm Kiefer cambia registro con “Le Alchimiste” a Palazzo Reale

LA MOSTRA A cura di Fabio Francione

Da un paio d’anni le visite in Italia di Anselm Kiefer si moltiplicano e riguardano tutte la plurima attività editoriale e espositiva, alle quali va aggiunto anche il successo del film dedicatogli da Wenders e la presenza permanete delle Torri Celesti all’Hangar Bicocca. Se a Firenze a Palazzo Strozzi con “Angeli caduti”, l’artista tedesco svelava la propria idea di contemporaneità, insufflata però in un’antologia retrospettiva della sua opera. Ora a Milano con “le Alchimiste” allestite nella Sala delle Cariatidi di Palazzo Reale il discorso artistico cambia di registro. Pur conservando una coerenza intellettuale e non poteva essere altrimenti. La cifra stilistiche, il metodo di lavoro, la cerebralità con cui Kiefer usa i materiali che sostanziano i suoi monumentali teleri, sono proverbio ed è quasi impossibile staccarli dalla genialità con cui vengono a formarsi. La cura di Gabriella Belli ed è da leggere assolutamente il suo testo nel catalogo edito da Marsilio Arte, Borderò Kiefer , che racconta l’evoluzione della mostra da più prospettive: anche del luogo e di ciò che ha rappresentato e rappresenta tutt’ora per Milano e l’Italia. Il bombardamento del 1943 che ne aveva distrutto l’originaria architettura, sfondandone il tetto. Dieci anni dopo la grande mostra di Picasso con l’esposizione di Guernica e Massacro in Corea. Quasi a voler dispiegare nel tempo quella colomba della pace cara al grande pittore spagnolo.

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