Con il rito delle Ceneri oggi inizia la Quaresima

CHIESA In Cattedrale a Lodi alle 18 la celebrazione presieduta dal vescovo Malvestiti

Con il tradizionale rito dell’imposizione delle ceneri, inizia oggi, mercoledì 18 febbraio, il tempo liturgico di Quaresima. Un tempo “forte”, un cammino di quaranta giorni in preparazione alla Pasqua, che quest’anno cadrà il 5 aprile. Il vescovo di Lodi, monsignor Maurizio Malvestiti, presiederà oggi la Santa Messa in Cattedrale alle ore 18, con il rito dell’imposizione delle ceneri: un invito alla conversione del cuore a cui sono chiamati tutti i fedeli. La conversione è una risposta di amore all’amore che attraverso Gesù entra nella vita, è la riorganizzazione di tutta l’esistenza a partire dalla presenza di Gesù. Conversione è decidersi ogni giorno di nuovo per Gesù, amarlo con tutte le forze e voler essere come lui. Quanto più ci è stato perdonato, tanto più ci sentiremo di amare: il nostro amore è la risposta al suo amore. ll rito delle ceneri, introduce a un tempo liturgico orientato alla riconciliazione e alla riscoperta dell’essenziale. La Quaresima costituisce in effetti un’opportunità per rileggere la propria vita alla luce del Vangelo. Con la celebrazione di questa sera prende dunque avvio un itinerario spirituale che culminerà nella Pasqua, cuore della fede cristiana, e che coinvolgerà parrocchie, comunità religiose e fedeli dell’intero territorio diocesano. La Quaresima si concluderà il Giovedì Santo con la Messa in Coena Domini (in cui si fa memoria dell’istituzione dell’Eucaristia e in cui si svolge il rito della lavanda dei piedi) che apre il Triduo Pasquale. Il mercoledì delle Ceneri, si ricorda ai fedeli, è giorno di digiuno e astinenza dalle carni, come lo è il Venerdì Santo, mentre nei venerdì di Quaresima si è invitati all’astensione dalle carni. Con il digiuno quaresimale è possibile «vincere le passioni» ed elevare «lo spirito». L’astensione dal cibo, ha ricordato Leone XIV nel suo Messaggio per la Quaresima, «è un esercizio ascetico antichissimo e insostituibile nel cammino di conversione. Proprio perché coinvolge il corpo, rende più evidente ciò di cui abbiamo fame e ciò che riteniamo essenziale per il nostro sostentamento». Il digiuno, scrive ancora il Papa sulla scorta di Sant’Agostino, «ci consente non soltanto di disciplinare il desiderio, di purificarlo e renderlo più libero, ma anche di espanderlo, in modo tale che si rivolga a Dio e si orienti ad agire nel bene». Nella celebrazione di oggi in Cattedrale il vescovo spargerà un pizzico di cenere benedetta sul capo o sulla fronte. La cenere viene ricavata bruciando i rami d’ulivo benedetti nella Domenica delle Palme dell’anno precedente. Imposta sul capo, ricorda la nostra condizione di creature ed esorta alla penitenza.

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