Colloquio San Bassiano, la società lodigiana in dialogo con il vescovo
L’APPUNTAMENTO Il 19 febbraio al Museo diocesano in San Cristoforo
Lodi
Sono passati quasi sessant’anni da un’enciclica, la Populorum Progressio , che è tuttora illuminante per la sua profonda attualità. Si fa un gran parlare delle rivoluzioni tecnologiche, dell’intelligenza artificiale, ma già nel 1967, Papa Paolo VI, così vicino anche fisicamente alla nostra diocesi, per la sua devozione al santuario del Calandrone, scriveva: “ Se il perseguimento dello sviluppo richiede un numero sempre più grande di tecnici, esige ancor di più uomini di pensiero capaci di riflessione profonda, votati alla ricerca d’un umanesimo nuovo, che permetta all’uomo moderno di ritrovare se stesso [...]. In tal modo potrà compiersi in pienezza il vero sviluppo, che è il passaggio, per ciascuno e per tutti, da condizioni meno umane a condizioni più umane ”. Tra queste condizioni “ più umane ”, il Pontefice indicava “ l’ascesa dalla miseria verso il possesso del necessario, la vittoria sui flagelli sociali, l’ampliamento delle conoscenze, l’acquisizione della cultura ”. La cultura era così, una volta per tutte, indicata come condizione necessaria dell’umano, perché ciascuno possa, dalle “ carenze materiali” progredire fino ad alzare lo sguardo al cielo.
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