Cinque giorni di lutto nazionale, in oltre 200mila attesi al funerale

GOVERNO In moto la macchina organizzativa per gestire l’ordine pubblico fino all’elezione del nuovo pontefice

Lettura 1 min.

Un Consiglio dei ministri rapido per coordinare le misure in vista dei funerali di Papa Francesco in programma a San Pietro sabato mattina, quando a Roma arriveranno diversi capi di Stato e di governo, oltre ad almeno 200mila fedeli. Una sfida organizzativa, e non solo. Un evento di portata storica che fa slittare agende e rimodula le priorità della premier Giorgia Meloni. Che, nella riunione del Cdm, propone il lutto nazionale di cinque giorni e affida al capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano il compito di definire e attuare le misure su mobilità, accoglienza e assistenza della popolazione per le esequie e fino all’elezione del nuovo pontefice.

Il Cdm approva un decreto legge ad hoc per esplicitare le funzioni del commissario Ciciliano, mentre la disposizione del lutto nazionale si accompagna a indicazioni precise: l’esposizione delle bandiere a mezz’asta sugli edifici pubblici per i cinque giorni e un minuto di raccoglimento alle 10 di sabato mattina negli uffici e nelle scuole pubbliche. Quindi l’invito, da parte del cdm, a svolgere in questo periodo tutte le manifestazioni pubbliche «in modo sobrio e consono alla circostanza». Invito che per il ministro per la Protezione Civile Nello Musumeci vale anche per le manifestazioni organizzate in occasione del 25 aprile e che non manca di suscitare polemiche. Infine, un ulteriore invito a differire gli eventi sportivi o di intrattenimento programmati per il giorno del funerale. «Partite di sabato sospese», commenta al margine del Cdm Musumeci, il quale rivendica anche un primo stanziamento di 5 milioni per le misure organizzative in capo a Ciciliano.

Il commissario straordinario è già al lavoro avvalendosi delle strutture della Protezione civile nazionale, e in costante coordinamento con il commissario per il Giubileo e sindaco di Roma Roberto Gualtieri, il presidente della Regione Lazio e con il prefetto di Roma. A cui resta comunque il coordinamento delle Forze di polizia e la pianificazione della sicurezza pubblica. E mentre la macchina organizzativa entra nel vivo, il funerale del Pontefice spariglia le agende politiche delle più alte cariche dello Stato. Il presidente Sergio Mattarella rinvia al 30 aprile l’incontro al Quirinale, previsto per oggi, con le Associazioni combattentistiche e d’arma per l’ottantesimo anniversario della Liberazione. La premier Giorgia Meloni ha cancellato la trasferta in Uzbekistan e Kazakistan prevista dal 25 al 27 aprile. Mentre slitta al 7 maggio il premier time che era in programma al Senato sempre oggi.

© RIPRODUZIONE RISERVATA