Sant’Angelo: davanti ai seggi l’eloquente spettacolo dei banchi a rotelle buttati via

325 MILIONI Il costo totale dell’operazione per lo Stato italiano. I banchi vecchi vennero rottamati, quelli nuovi, mobili, in gran parte di plastica, finita la paura del Covid furono abbandonati perché scomodi e se ne dovettero costruire altri, tradizionali. E ora c’è anche lo smaltimento da pagare

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Un’immagine eloquente in arrivo da un recente, drammatico passato, dove pur di contrastare un fenomeno pandemico mondiale si era anche pensato di adottare contromisure nelle scuole, poi del tutto sdoganate e finite presto in soffitta. Cataste di banchi a rotelle alle scuole Collodi di Sant’Angelo Lodigiano: l’immagine, scattata domenica all’istituto cittadino, sede di seggio per il referendum sulla giustizia, fa tornare alla mente l’epoca del Covid, dei green-pass, dei vaccini, dei coprifuoco e delle zone rosse e gialle. «Domenica mattina sul presto abbiamo fatto il giro dei seggi, io e il consigliere comunale Stefano Pozzi, e nell’augurare ai presidenti di seggio buon lavoro abbiamo notato al Collodi questi banchi accatastati in un angolo del cortile - spiega il sindaco di Sant’Angelo Cristiano Devecchi -. Sono tutti da buttare via, dobbiamo capire se spetta a noi o alla scuola, ma sinceramente non è un bel vedere». Un quadro che fa riflettere, e che pone interrogativi anche sulle modalità con cui i soldi pubblici degli italiani (senza essere populisti) alle volte vengano spesi. Questo tipo di situazione, infatti, non si riscontra solo a Sant’Angelo, ma in generale coinvolge o ha coinvolto un po’ tutti gli istituti sparsi lungo la Penisola che, presto o tardi, hanno fatto o hanno dovuto fare i conti con lo smaltimento di questi, all’atto pratico, inutili banchi.

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