MONTANASO Un branco di lupi “appena nato”: «Una specie in crescita»

Un incontro per approfondire le rivelazioni effettuate in Lombardia

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«Il lupo è diventato un abituale frequentatore del Lodigiano e della Bassa: numerosi, negli ultimi tempi, sono stati gli avvistamenti di questi mammiferi fra i Comuni di San Fiorano, Castiglione e Maleo». I dati e le testimonianze portate dalla dottoressa Roberta Castiglioni, naturalista zoologa, intervenuta durante la conferenza dal titolo “Il lupo, una specie in via di espansione” tenutasi presso la sala consiliare di Montanaso, confermano la presenza di questo schivo animale sul territorio.

«Fra la provincia di Lodi e quella di Cremona vi sono state alcune segnalazioni, frutto di monitoraggi esaustivi, che sicuramente indicano la presenza di lupi» afferma la dottoressa. Dati, questi, confermati anche da Francesco Bergamaschi, presidente del Parco regionale Adda Sud, presente, assieme al sindaco di Montanaso Luca Ferrari e al professor Riccardo Groppali, alla conferenza tenutasi giovedì sera.

Bergamaschi ha indicato come i censimenti delle specie di lupi, che nel territorio sono a capo della polizia provinciale, vadano in questa direzione.

«Fino ad ora, i branchi di lupi censiti in Lombardia erano quattro - prosegue la dottoressa -. Uno nel Comasco, uno nel Pavese, e gli altri due fra il Tonale e la provincia di Sondrio». Gli avvistamenti avvenuti fra la provincia di Lodi e Cremona, però, lascerebbero presagire un quinto, neonato branco. «Non sappiamo se i lupi avvistati nel Lodigiano appartengano ad un nuovo branco oppure siano lupi solitari, certo è che gli avvistamenti si sono molto intensificati in questo ultimo periodo» .

I dati forniti dalla dottoressa scavano a ritroso nel tempo e mostrano come dal 1973, anno in cui la specie era praticamente scomparsa dal suolo nazionale, fino a giungere ai giorni nostri, i lupi si siano accresciuti in numero e diffusione, arrivando a toccare tutto il centro e sud Italia, escluse le isole, e buona parte del nord del Paese. «La maggiore diffusione della specie è da imputarsi anche alle politiche di contenimento e conservazione adottate a livello nazionale ed internazionale, ma anche al cambiamento del contesto ambientale sul territorio, che ha visto l’aumento di ungulati, cinghiali e nutrie, prede dei lupi».

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