Il cordoglio di Crespiatica per la morte di Paolo Antonio Gerevini: «Era un amico sincero, una persona buona»
LUTTO Il dolore di una comunità per la vittima del tragico incidente sulla 235
Lettura 1 min.La notizia, alle prime ore del mattino di ieri, scivola nel paese come un sussurro che non trova riparo, e presto diventa certezza: Paolo Antonio Gerevini non c’è più. Il sindaco Carlo Alberto Rizzi non trattiene l’emozione: «Era la persona più buona del mondo. Un amico sincero, una figura meravigliosa. Il mio cordoglio va alla mamma, alla sorella, a tutti i familiari». Single per scelta o per destino, ma legato a Crespiatica, dove era molto attivo a livello sportivo e sociale. Originario di Cremona, ha intrecciato qui radici così profonde che oggi sembra impossibile pensarlo altrove. Volontario nella neonata Pro loco, presenza costante nell’Usc Crespiatica calcio, amico di tutti, custode discreto delle piccole cose che tengono insieme una comunità. Lo si vedeva sempre. Alla festa dello sport, sulle strade in bicicletta sulla sua mountain bike rossa, al bar a parlare della Cremonese o della Juventus, due passioni vissute senza compromessi. Lo si incrociava tra le strade, intento a consegnare un giornale a chi non poteva andare all’edicola.
«Mi portava a casa «Il Cittadino»: era speciale» racconta una donna, che abitava proprio a breve distanza dalla casa di Paolo. Un gesto semplice, quasi invisibile, che però racconta la sua essenza: portare agli altri ciò che mancava. Alla Sarmet, la ditta di motori elettrici dello zio, lavorava con impegno, senza mai alzare la voce. Poi tornava a casa, e spesso faceva commissioni per la madre di 85 anni. Il paese lo conosceva così: «buono come il pane», dicono. La sensazione che se n’è andato un pezzo del paese stesso. Un uomo che con la sua presenza costante reggeva fili invisibili. Come se Crespiatica fosse un tessuto, e Paolo fosse una di quelle trame nascoste che non si vedono, ma che se mancano, tutto si lacera. Ora resta l’assenza. Il paese piange, incredulo. Con una frase che rimbomba nella testa di ogni cittadino di Crespiatica: «Non può essere successo proprio a Paolo, non può essere capitato a lui».
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