Fotovoltaico anche al Belgiardino, c’è un progetto per 18mila pannelli nel lago della cava

ENERGIA Al vaglio delle autorità un impianto galleggiante nell’area estrattiva in comune di Montanaso

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Oltre 18mila moduli fotovoltaici, su due piattaforme. Con una specifiche di captazione da 46.880 metri quadrati e una potenza di picco complessiva di 9,98 Megawatt. Il tutto galleggiante sulle acque del lago di cava del Belgiardino, presso l’area estrattiva in comune di Montanaso Lombardo. Sono i dettagli del progetto per realizzare un impianto flottante in provincia di Lodi, oggi al vaglio delle autorità procedenti. La richiesta è della società Sonnedix San Felice srl, che ha presentato l’istanza di autorizzazione unica nel mese di aprile del 2025 alla Provincia di Lodi, competente in materia.

Nel dettaglio, l’iniziativa privata prevede la realizzazione di un impianto con l’installazione dei moduli fotovoltaici su piattaforme galleggianti, tecnologia a cui si ricorre per realizzare impianti anche di grande estensione senza consumo di suolo. Nei numeri del progetto proposto in provincia di Lodi, c’è la potenza di picco di 9,90 Mwp, equamente suddivisa in due lotti da 4,990 Kwp ciascuno, ma ci sono anche i 18.148 moduli fotovoltaici su 698 stringhe - 26 moduli in serie per stringa - con una superficie di capostazione di circa 46880 metri quadrati, oltre ai 26 inverter di stringa, che saranno posizionati baricentricamente sulle piattaforme al fine di garantire una conversone efficiente e alle dorsali a bassa tensione da 800 volt in corrente alternata. Le piattaforme galleggianti, nel progetto, sono disegnate come due campi identifichi con ancoraggi al fondale per garantirne la stabilità e le linee di bassa tensione sulle passerelle verso le cabine. Prevista anche la connessione in parallelo alla rete elettrica nazionale e un’area tecnologica a terra, che include di fatto tre cabine elettriche e un container per i servizi. A settembre 2025 risale l’indizione della conferenza dei servizi, in cui è arrivato il primo parere negativo, quello della Sovrintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le Province di Cremona, Lodi e Mantova, legato alla «compatibilità delle opere in progetto rispetto alla tutela del patrimonio culturale e del paesaggio». Proprio il mancato conseguimento dell’autorizzazione paesaggistica per la realizzazione delle opere, di fatto, ha determinato l’assenza del presupposto per il rilascio dell’istanza; una lacuna che non è sanabile per interventi poi ricadenti in una aree sottoposto a vincolo, motivo per cui la Provincia ha già ritenuto di emettere un preavviso di diniego lo scorso 24 novembre, a cui sono seguite ulteriori osservazioni del proponente. Tutto finito dunque? Non proprio. Ed è l’aggiornamento della normativa a scompaginare le carte. E in particolare il decreto legge 175 del 2025, che ha introdotto novità e anche nuove aree idonee. I laghi di cava, poi, sono stati scorporati dai siti delle cave cessate e, in alcuni, sono state fornite specifiche indicazioni in merito al parere della Soprintendenza.

Una materia che, nel tempo, ha generato anche un contenzioso articolato, con orientamenti della giurisprudenza differenti. Da qui la scelta della Provincia di Lodi di affidare un incarico legale per dirimere una materia complessa e in aggiornamento. Il dubbio, nel caso del fotovoltaico flottante del Belgiardino, e per tutte le pratiche simili, che sono state avviate sotto il regime normativo del decreto legislativo 190 del 2024, ma non ancora concluse all’entrate in vigore della nuova norma, riguarda l’individuazione del corretto sistema di regole da applicare ai procedimenti in regime transitorio. La decisione della Provincia - tra conferma del diniego e accoglimento dell’istanza autorizzativa - è attesa nei prossimi giorni.

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