CONSUMO DI SUOLO, PESSIME NOTIZIE - Un 2021 nel segno del cemento per il Lodigiano, occupata un’area pari a 60 campi da calcio. Borgo San Giovanni “maglia nera”

Il rapporto Ispra evidenzia una situazione allarmante

CONSUMO DI SUOLO, PESSIME NOTIZIE - Un 2021 nel segno del cemento per il Lodigiano, occupata un’area pari a 60 campi da calcio. Borgo San Giovanni “maglia nera”
Borgo San Giovanni, la nuova logistica Dhl

Sessanta campi di calcio. È questa la dimensione - metro quadrato più, metro quadrato meno - del consumo di suolo nel Lodigiano nel corso del 2021. Tradotta in numeri, significa 44 ettari. Lo rivela lo specifico rapporto annuale dell’Ispra, l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, che ha messo confronto il 2021 rispetto al 2020. E che ha fotografato un’Italia in cui «l’urbanizzazione viaggia ad un ritmo non sostenibile che dipende anche dall’assenza di un indirizzo omogeneo a livello nazionale». Un ritmo che per la Lombardia ha significato 883 ettari in più sottratti alle campagne.

Il dato sul valore assoluto riferito al nostro territorio (provincia più capoluogo) è a metà della graduatoria lombarda, superiore a quelli di Monza Brianza (10 ettari di consumo di suolo in più rispetto al 2020), Como (16 ettari), Sondrio (18), Varese (31) Lecco (31), Pavia (39). Ma ci sono altri due dati che ci riguardano e che sono ai vertici della graduatoria: quello riferito all’incremento di consumo di suolo procapite e quello sulla densità di consumo di suolo, cioè i metri quadri cementificati per ogni ettaro della superficie totale del territorio. Il consumo di suolo procapite risulta aumentato in un anno di 1,93 metri quadri, una dato inferiore soltanto a quelli di Brescia e Mantova (rispettivamente 2,45 e 2,34 metri quadri) e superiore alla media regionale, pari a 0.88 metri quadri, e a quella nazionale, pari a 1,7 metri quadri; la densità è cresciuta di 5,60 metri quadri per ogni ettaro di territorio, una cifra inferiore soltanto a quella calcolata sul territorio bresciano (6,42 metri quadri) e superiore alla media regionale, pari a 3,70 metri quadri, e a quella nazionale, pari a 2.10 metri quadri.

Scorporando il dato lodigiano sull’incremento complessivo di consumo di suolo, il rapporto dell’Ispra evidenzia come molto più contenuta sia stata l’avanzata del cemento nel solo capoluogo: un solo ettaro, equivalente ad un incremento di consumo procapite di 0.35 metri quadri.

Il comune lodigiano con il maggiore incremento in valori assoluti è risultato Borgo San Giovanni: 12,7 ettari in più rispetto al 2020. Un dato che si spiega in buona parte con l’insediamento sul territorio della logistica Dhl.

«Tenuto conto della ridotta superficie del territorio lodigiano - spiega il responsabile del rapporto Ispra, Michele Munafò – i valori registrati, soprattutto quello sulla densità, sono indicativi di una tendenza regionale e nazionale. Il quadro complessivo è preoccupante: in Italia le superfici artificiali sono aumentate in un anno di 70 chilometri quadrati. E ogni metro quadro di campagna sottratto dall’edificazione comporta seri problemi all’agricoltura. Un suolo artificiale non è in grado di mitigare gli effetti climatici e impedisce la regolazione del ciclo delle acque. A livello nazionale abbiamo stimato che dal 2012 al 2021 il consumo di suolo ha impedito la coltivazione di quattro milioni di quintali di prodotti agricoli. Tutto questo dimostra come siano necessarie azioni politiche che pongano dei limiti. Oltre a specifiche politiche di rigenerazione urbana».

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