Caparre sparite e falsi affitti: c’è la condanna per due truffe

LODI VECCHIO Pena definitiva per un 45enne già gravato da vari procedimenti

Ancora una “bocciatura” in Cassazione per Marco L., il 45enne di Lodi Vecchio inquisito per oltre una cinquantina di truffe, che si è visto dichiarare inammissibile il ricorso in Cassazione contro una condanna dell’estate del 2024 del tribunale di Lodi a 8 mesi di reclusione e 250 euro di multa per due episodi di truffa, nell’ambito di un procedimento penale che ne contestava almeno altre cinque, condanna che era stata pienamente confermata in appello. Il 45enne contestava ai magistrati di Lodi e di Milano di aver violato norme processuali, perché una delle persone offese, un cittadino del Pakistan, non si era presentato in udienza ed era stato dichiarato irreperibile, con conseguente acquisizione come prova della denuncia che lo straniero aveva sporto. Nel ricorso per Cassazione firmato personalmente dal ludevegino, veniva contestato alle forze dell’ordine di non aver effettuato “congrui accertamenti” prima di dichiarare irreperibile il pakistano che era stato truffato. La Cassazione però ha escluso superficialità nelle ricerche dell’asiatico, in quanto un suo connazionale ha riferito che l’uomo aveva lasciato la casa di Lodi per ritornare nella sua nazione, da cui non è stato possibile risalire all’attuale residenza per notificargli la citazione a testimone. Inoltre, riguardo alla truffa di cui la giustizia ha ora accertato che il pakistano è stato vittima, l’episodio è stato ritenuto provato dal tribunale di Lodi e della corte d’appello in quanto esistono altre dichiarazioni di testimoni a riscontro. A partire da una donna che aveva affittato a Marco L. un appartamento, lo stesso, pubblicizzato poi su Internet, che il pakistano aveva a sua volta provato a prendere in affitto dal 45enne, credendo che fosse il proprietario: dopo avergli pagato cauzione e anticipo mensilità, l’asiatico si era ritrovato davanti alla porta chiusa e, non essendo riuscito a riavere il denaro dal ludevegino, che peraltro si era presentato con un cognome falso, aveva sporto querela. Nel processo erano contestati altri episodi di truffa su appartamenti in affitto, contestazioni già mosse al 45enne anche in altri procedimenti penali, riguardanti case nel Lodigiano ma anche in località di villeggiatura.

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