Un nuovo “lago” rischia di frenare la consegna della tangenziale di Casale

IMPREVISTO L’invaso si è formato all’incrocio con la rotonda per Codogno

Ancora una volta potrebbe essere l’acqua il nemico “numero uno” del maxi-cantiere della tangenziale di Casalpusterlengo.

Dopo il colpo di scena dello scorso mese di febbraio, quando Anas Lombardia ha proposto al Comune lo stralcio del sottopasso di accesso alla frazione di Zorlesco, in virtù delle complicazioni legate alla realizzazione dei lavori in un punto di falda particolarmente alto, ora spunta un nuovo “lago”, in un punto altrettanto delicato per i tempi di conclusione dell’intervento.

All’incrocio tra la nuova strada e l’innesto con la rotonda di congiunzione alla variante alla 234, da e per Codogno, è ben visibile questo invaso colmo d’acqua, che solleva più di una preoccupazione nell’ottica della consegna dei lavori a breve.

La conclusione di questo troncone sul versante sud, vale a dire tra l’innesto del Mondial e lo svincolo sulla ex 234 da e per il casello dell’Autosole di Ospedaletto Lodigiano, è ormai dietro l’angolo.

All’inizio dell’anno erano stati proprio i vertici Anas a promettere l’apertura di questo pezzo di tangenziale in occasione dell’inizio dell’estate, a giugno, proprio per iniziare a sgravare la città dal traffico pesante.

Ma prima il ritardo nella ripartenza, avvenuta soltanto la scorsa settimana, e adesso l’affioramento di questo “lago”, non lasciano ben sperare. Gli amministratori locali premono per un’accelerazione, come ha affermato il sindaco Elia Delmiglio nelle scorse ore.

Tuttavia gli imprevisti legati alla costruzione della tangenziale stanno diventando ormai una costante. Oltre al caso del sottopasso di Zorlesco messo in soffitta, nella primavera del 2025 era emersa la grana dell’amianto, rinvenuto nei terreni a ridosso del comparto logistico sulla 234. Risultato: questo spezzone di cantiere interrotto in attesa di ritrovare le risorse per effettuare la bonifica ecologica. Ora, per la ditta appaltatrice, concentrarsi su una sola parte di cantiere è la soluzione più agevole, almeno per mandare in porto il primo tratto di congiungimento tra i due punti della ex Mantovana. A patto però di non farsi “sommergere” dall’acqua del lago.

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