Rsa San Francesco a Casale, scatta l’esposto ai carabinieri

CASA DI RIPOSO La figlia di una degente si è rivolta ai carabinieri; Delmiglio: «Anche noi abbiamo scritto ad Ats e ai Nas»

Casa di riposo San Francesco di Casale, scatta l’esposto ai carabinieri. Ora spetterà alle autorità preposte verificare che quanto indicato corrisponda al vero. «La struttura non è adeguata a ospitare persone totalmente non autosufficienti», sostiene Maria Cristina Maiocchi, figlia di Rosa Gennari, nata a Codogno e residente a Guardamiglio, che è morta a 83 anni in hospice, il 27 novembre, dopo essere stata ospite della struttura che ha recentemente cambiato gestione e fa capo al gruppo Sereni orizzonti. «L’intento del mio esposto - spiega la donna - è sollecitare le forze di polizia e le istituzioni competenti a monitorare e regolamentare la situazione di una struttura privata che molti famigliari di fragili del Basso Lodigiano si vedono costretti a scegliere come soluzione temporanea per le lunghe liste di attesa della Rsa accreditate e alla quale sono indirizzate dai servizi territoriali stessi, come la Cot ( Centrale operativa territoriale dell’Asst , ndr)». L’esposto è stato inviato per conoscenza, oltre che ai carabinieri di Casale, anche all’Ats, all’Asst e al sindaco di Casale che le ha già risposto.

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