Italia-Ue, Guerini e Lupi a confronto - Le immagini e le frasi salienti
Livraga I due onorevoli hanno auspicato un ruolo attivo dell’Unione europea nello scenario globale. I cattolici in politica? «Come dei semi»
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In una giornata critica per l’Europa, quella del «siamo soli» pronunciato da Mario Draghi ad Aquisgrana, e dell’incontro Trump-Xi Jinping, a Livraga giovedì sera gli onorevoli Maurizio Lupi e Lorenzo Guerini hanno rincarato la dose. «Le relazioni tra noi e gli Usa sono ai minimi termini: mi auguro che si possano recuperare» è stato il commento dell’onorevole Pd e presidente Copasir a specifica domanda del direttore de «il Cittadino» Lorenzo Rinaldi, nell’evento promosso dall’amministrazione comunale dal titolo “Quale ruolo del’Italia e dell’Europa nel mondo del futuro”.
L’ordine internazionale che conoscevamo non esiste più. L’incontro Usa-Cina ribalta relazioni sin qui consolidate. La Cina porta avanti la sua personale agenda, per cercare di diventare entro il 2050 la prima potenza del mondo
Noi cattolici dobbiamo farci trovare sempre pronti, un po’ come il contadino che attende il passaggio dell’alluvione per ritornare a seminare. Ecco, noi siamo quei semi, che possono dare frutti in grado di arginare i populismi
«L’ordine internazionale che conoscevamo non esiste più - ha proseguito Guerini -. L’incontro Usa-Cina ribalta relazioni sin qui consolidate: la Cina porta avanti la sua personale agenda, per cercare di diventare entro il 2050 la prima potenza del mondo, mentre gli Stati Uniti sono dediti solamente al perseguimento dei propri interessi nazionali, cosa che porta alla riscrittura delle relazioni di potenza tra loro e il resto del mondo».
La «democrazia più importante al mondo» guidata oggi da «una serie di persone dalla psicologia “particolare”» ha deciso di tagliare i ponti con l’Europa. «Ne consegue che l’Alleanza atlantica entra in discussione. Lo scudo dell’EU, però, sono gli Usa: senza di loro dobbiamo, allora, insistere sulla difesa» ha fatto notare l’ex titolare proprio di questo Ministero. A fargli eco il leader di Noi Moderati: «Trump ha ragione, in parte, quando dice che l’Europa ha vissuto alle spalle degli Usa. La nostra economia ha delocalizzato troppo, adagiandosi sugli allori. Non siamo più i protagonisti, e paghiamo le conseguenze anche del fatto di aver lasciato il Mediterraneo e l’Africa in mano agli altri». Per tenere coesi gli Stati membri serve un’unità di intenti: «L’Unione si deve basare a mio avviso sulle univoche, comuni radici giudaico cristiane, vero valore che ci accomuna. Altrimenti l’Europa non ha ragion d’essere». Unità che però deve essere diversa dall’unanimità. «Per fortuna adesso non c’è più Orban, ma comunque è necessario superare la condizione del voto unanime, per me una stupidaggine» ha detto Guerini, che ha poi parlato anche delle questioni etiche che l’Europa si pone quando deve andare a commerciare con altri Stati: «Noi guardiamo all’aspetto etico, gli altri fanno affari. Bisogna essere risoluti, anche dal punto di vista della difesa, che deve essere comune a livello di Unione, perché altrimenti se non siamo a tavola siamo sul menù».
In tutto questo scenario, quale il ruolo dei cattolici? A rispondere è Lupi: «Noi cattolici dobbiamo farci trovare sempre pronti, un po’ come il contadino che attende il passaggio dell’alluvione per ritornare a seminare. Ecco, noi siamo quei semi, che possono dare frutti in grado di arginare i populismi».
Ad inizio serata, partecipata da numerose autorità politiche e militari, i saluti istituzionali del consigliere comunale Giuseppe Bongiorni e del sindaco Giuseppe Ferrari.
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