I giovani di Policoro lanciano la petizione online: «Vogliamo intitolare il nostro parco a Codogno»

Il ricordo del Covid L’area diventata punto di incontro per i ragazzi della cittadina lucana durante la pandemia è luogo di rinascita

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Cosa hanno in comune Codogno e Policoro, cittadina della provincia di Matera con 17mila abitanti a una manciata di chilometri da uno dei mari più belli d’Italia? Per adesso nulla, ma presto il “filo rosso” potrebbe essere rappresentato dall’intitolazione di un parco nel profondo Sud alla prima città del Covid, Codogno appunto.

L’iniziativa nasce da una petizione online lanciata da Paolo Costanza, studente di medicina prossimo alla laurea, e dal suo gruppo di amici. La storia affonda le radici nei mesi più bui del 2020. Quando le prime riaperture consentirono finalmente di uscire, ma con il divieto assoluto di assembrarsi nelle case per proteggere genitori e nonni, i ragazzi di Policoro trovarono il loro punto di riferimento in un parco senza nome.

«Mentre i telegiornali parlavano continuamente di Codogno come della prima “zona rossa” d’Italia, noi ci riunivamo in quello spazio per ritrovare la socialità perduta», spiegano i promotori. Quella che era nata come una battuta goliardica per esorcizzare la paura collettiva — tanto da spingere i ragazzi a battezzare una delle loro feste di Capodanno come “Capodogno” — si è trasformata col tempo in un legame affettivo profondo. Oggi quel nome è entrato nel cuore della comunità giovanile locale.

L’obiettivo della raccolta firme, indirizzata al Comune di Policoro, è nobile: ribaltare la narrazione legata alla città lombarda. I promotori non vogliono che Codogno sia ricordata dalle future generazioni del Sud solo come il primo focolaio del virus, ma come un sinonimo di rinascita, giochi, sport e natura. L’auspicio è sentire i bambini e le famiglie di domani dire: “Andiamo a fare una passeggiata a Codogno”.

Per trasformare questo sogno in realtà, i ragazzi hanno lanciato un appello che punta a superare i confini regionali, cercando il sostegno e la sponda istituzionale della stessa comunità lombarda. Una volta firmata la petizione sulla piattaforma Change.org (tramite il link dedicato https://c.org/QMBQb6zj99), è fondamentale convalidare il voto tramite l’email ricevuta per rendere la firma certificata. Una mobilitazione dal basso che dimostra come la solidarietà e la memoria, a volte, sappiano disegnare geografie del tutto inaspettate. E l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Francesco Passerini ha fin da subito dimostrato un particolare gradimento nei confronti di questa iniziativa, facendo in modo di sostenerla.n 

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