Fugge in auto, i carabinieri lo bloccano con due scariche di taser
Casalpusterlengo Dopo l’inseguimento c’è stata anche una colluttazione
Lettura 1 min.Un sedicente libico di 43 anni, M.C., domiciliato al 3 di via Labriola a Casalpusterlengo, è stato arrestato giovedì sera dai carabinieri con le accuse di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale, dopo un inseguimento in auto per le vie della città e una colluttazione con i militari che è finita solo quando all’uomo sono state inflitte due scariche di taser, che lo hanno fatto cadere a terra e reso inoffensivo.
L’uomo, che risulta avere tre alias, anche se l’identità viene comunque resa certa con il rilievo delle impronte digitali e l’abbinamento di un codice univoco identificativo, sarebbe stato segnalato al “112” da una persona che indicava che si stava impossessando di un’auto non sua. Quando i carabinieri lo hanno incrociato, gli hanno intimato l’alt ma secondo l’accusa avrebbe accelerato, percorrendo diverse vie. per fermarsi poi all’improvviso. Qui invece di scendere dal veicolo con le mani alzate, avrebbe reagito ai militari, che hanno chiesto l’ausilio di una seconda pattuglia. Cadendo a terra lo straniero si sarebbe ferito alla testa, ed è stato portato in tribunale per l’udienza di convalida ieri ancora con la sua maglietta macchiata di sangue. Nel frattempo la proprietaria dell’auto, una donna dell’Est che sarebbe l’attuale convivente del libico, ha sporto querela lamentando che il veicolo le era stato rubato. Un aspetto che verrà probabilmente approfondito prima della prossima udienza, fissata per l’11 settembre, e che è costato al 43enne anche l’ulteriore accusa di ricettazione.
Non in regola con il permesso di soggiorno, il libico ha alcuni precedenti per violazione delle norme sull’immigrazione, tentata rapina, guida in stato di ebbrezza e anche una vecchia accusa di aggressione alle forze dell’ordine. Sostiene di lavorare in nero come muratore nel Basso Lodigiano. Il giudice lo ha scarcerato con la misura dell’obbligo di firma 3 volte la settimana.
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