Sprangate alla moglie in cascina a Casalmaiocco, 55enne finisce in cella per tentato omicidio
CODICE ROSSO L’uomo, indiano sikh osservante, era già stato denunciato a marzo, a giugno la donna era stata colpita in testa
Lettura 1 min.Lei, 60 anni, italiana di origine indiana, con due figlie da un precedente matrimonio, lui, di 5 anni più giovane, indiano di religione sikh osservante, riferimento dei correligiosi e con in tasca un certificato di condotta specchiata e incensuratezza nel suo Paese. I due si sposano un paio di anni fa e anche lui arriva quindi in Italia, a Casalmaiocco, per ricongiungimento.
Ma la love story finisce martedì scorso con l’uomo portato in carcere dai carabinieri di Tavazzano e di Codogno, a seguito di ordinanza cautelare chiesta dal pm di Lodi Martina Parisi per le accuse di tentato omicidio, ai danni della moglie, maltrattamento e lesioni.
La donna, dopo una violenta litigata cui sembra avesse partecipato, per difenderla, anche il suo datore di lavoro (un imprenditore per cui fa la domestica) aveva denunciato una prima volta il marito indiano a fine marzo. Anche lui pochi giorni dopo però aveva denunciato lei. E quindi era partito per l’India. Al suo ritorno, attorno al 20 giugno, era andato a vivere da un connazionale a Livraga, ma una notte, alle 4, era tornato a Casalmaiocco e si era messo a litigare con la moglie, che stava dando una mano nella mungitura in una stalla. Qui l’episodio che ha fatto poi scattare le manette: il marito avrebbe colpito la moglie in testa con un’asta di ferro (prognosi di 15 giorni), non è chiaro se una sbarra mobile della sala mungitura, forse perfino scagliata dalla donna nella direzione dell’uomo e da lui ributtata indietro, o se invece con una manovella di quelle che si usano per alzare e abbassare le chiuse delle rogge, attrezzo che i carabinieri hanno sequestrato. L’aggressione, o lite violenta che fosse, è finita con l’intervento di due dipendenti dell’azienda agricola che hanno sopraffatto l’uomo, che si è anche spezzato un dente. Ancora una volta la moglie fa denuncia, il marito poi sporge querela per le botte subite. Ma contro di lui scatta il “codice rosso”, e pochi giorni dopo il 55enne viene rintracciato a Livraga e portato in carcere.
Giovedì l’interrogatorio di convalida dal Gip, con l’assistenza del difensore Angelo Farina. Essendo l’uomo un sikh osservante, e anche un riferimento religioso per i connazionali (i sikh non hanno veri sacerdoti), le liti sarebbero iniziate per i costumi troppo occidentali della moglie e delle figlie di lei, che mal si addicono alla famiglia di un leader religioso. «È stato molto collaborativo con il magistrato», si limita a sottolineare il difensore. Per ora il 55enne resta in cella.
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