«No all’impianto agrivoltaico di Mulazzano»
L’intervista Il maxi progetto da 116 ettari non convince la Regione: Giorgio Maione: «Siamo preoccupati per l’impatto sul territorio lodigiano»
Lettura 3 min.Il maxi-impianto agrivoltaico di Mulazzano verso la bocciatura di Regione Lombardia. È quanto emerge dalle parole dell’assessore regionale all’ambiente Giorgio Maione, in questa intervista de “Il Cittadino” che anticipa il 6° Forum regionale per lo sviluppo sostenibile in programma oggi dalle 9 alle 13 a palazzo San Cristoforo a Lodi.
Qual è l’esigenza da cui nasce e quale l’intento dichiarato del forum?
«Il 6° Forum regionale per lo sviluppo sostenibile nasce dall’esigenza di promuovere il dialogo con il territorio lombardo sulla transizione verso un sistema di vita sostenibile. L’intento è raccontare le eccellenze locali e tracciare un percorso di crescita sostenibile, presentando ufficialmente la nuova Legge clima, e analizzare la sfida del cambiamento climatico insieme alle imprese, associazioni e cittadini. L’iniziativa mira a coinvolgere attivamente gli attori del territorio, far emergere buone pratiche e raccogliere utili spunti per sviluppare nuove politiche. Si articola in diverse tappe regionali focalizzate su temi specifici come l’agricoltura, la decarbonizzazione delle imprese e la riqualificazione sostenibile del patrimonio edilizio».
La tappa a Lodi ha come focus “L’agricoltura nei processi di mitigazione e adattamento climatico”. Di cosa si tratta?
«Lodi è un territorio a forte vocazione agricola, ed è quindi un luogo ideale per discutere del contributo che il settore primario può dare alla lotta ai cambiamenti climatici. L’agricoltura è un settore fondamentale per sviluppare pratiche innovative, tecniche di risparmio idrico, riduzione delle emissioni e produzione di energia da fonti rinnovabili, mantenendo però al centro la tutela delle filiere agroalimentari di qualità che caratterizzano la nostra regione. La difesa del mondo agricolo è parte integrante delle politiche ambientali di Regione Lombardia e con questa tappa lo dimostriamo».
Il territorio lodigiano fa i conti con una crescita esponenziale degli impianti agrovoltaici. A Cassino di Mulazzano è stato presentato un progetto per un parco di 116 ettari che prevede l’installazione di oltre 86mila pannelli fotovoltaici a 4,5 metri di altezza dal suolo. Si dice che gli agricoltori possano coltivare il terreno sottostante, ma c’è chi obietta si possano piantare al massimo le “fragole”. In ogni caso significa snaturare lo stesso paesaggio lombardo, il tutto senza che la comunità locale ne ricavi alcun vantaggio. Nemmeno uno sconto in bolletta, lamenta il Comitato sorto per contrastare il progetto. Come fermare questa colonizzazione senza freni?
«La nostra azione mira proprio a conciliare questi due aspetti. Da una parte, vogliamo certamente sviluppare le fonti energetiche rinnovabili sul territorio regionale, come ci è stato prescritto dallo Stato. Dall’altra, lo facciamo salvaguardando il territorio. Stiamo inoltre affrontando il problema a livello nazionale. Il progetto di legge regionale sulle aree idonee dovrà essere rivisto, in quanto dovrà cambiare anche la norma nazionale a causa di una serie di sentenze del Tar Lazio che ha dichiarato non corretta la norma statale. Intendiamo classificare come non idonee alcune aree e tra queste rientrano: le aree ricomprese nei paesaggi rurali storici, le aree agricole interessate da produzioni di qualità Dop e Igp. Nel frattempo, siamo impegnati nelle valutazioni ambientali dei progetti che vengono proposti sul territorio, spesso con procedure di Via nazionali, per le quali riserviamo particolare attenzione agli impianti agrivoltaici. Negli ultimi mesi abbiamo già espresso parere negativo sugli impianti agrivoltaici di Dorno (Pv) e di Volta Mantovana. Per l’impianto di Mulazzano, che è in corso di istruttoria, è molto probabile che si vada verso un parere negativo, da parte di Regione Lombardia, proprio per le motivazioni di salvaguardia degli ambiti agricoli e del paesaggio rurale. Vogliamo salvaguardare al massimo le aree agricole e nello specifico voglio aggiungere che la provincia di Lodi è il territorio che prevede le minori superfici da dedicare all’installazione di Fer. Non vogliamo una “colonizzazione senza freni” e la Regione, come sempre, è al fianco dei territori per favorire uno sviluppo sostenibile».
La Legge sul clima approvata dalla giunta lombarda lo scorso luglio mira alla neutralità carbonica entro il 2050 puntando, tra le varie misure, sulle energie rinnovabili. Come conciliare le politiche a difesa dell’ambiente che sta portando avanti, con questa minaccia all’identità agricola del Lodigiano, terra di agricoltori e allevatori?
«La legge sul clima è aperta a tutte le possibili soluzioni tecnologiche, per cui l’installazione di impianti fotovoltaici sul suolo è solo una delle possibilità e non sono previste specifiche misure di sostegno per questa casistica. La legge regionale, invece, prevede di incrementare l’installazione di impianti fotovoltaici sulle coperture degli edifici. Non dimentichiamo, comunque, che il settore agricolo sarà comunque soggetto a trasformazioni derivanti dalla nuova politica agricola comunitaria».
Un’ultima domanda: alla luce delle spinte contrarie in atto, da una parte l’obiettivo di sviluppare fonti di energia sempre più green e dall’altro il costo che i territori pagano in termini di occupazione di suolo, l’azione di Regione Lombardia quale ambiente va prefigurando da qui ai prossimi cinquant’anni?
«Il nostro obiettivo è un’agricoltura protagonista nella transizione ecologica. Vogliamo prefigurare un ambiente in cui lo sviluppo sostenibile non sia solo un concetto teorico, ma una pratica quotidiana che preserva la nostra identità agricola e paesaggistica. È difficile fare previsioni su una scala temporale così lunga, dal momento che occorre considerare le possibili variabili derivanti dalle innovazioni tecnologiche, dall’andamento demografico, dal contesto geopolitico. Indubbiamente, occorrerà mediare sempre tra le esigenze di tutela dell’ambiente, con le relative implicazioni sul benessere delle persone, e la necessità di assicurare un adeguato sviluppo economico.
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