Il femminicidio della baby sitter, in Corte d’Assise a Milano parlano i testimoni

TRAGEDIA Il corpo di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle fu ritrovato in Adda a Zelo chiuso in una valigia, a processo il compagno

Il silenzio di una donna che non sorrideva più, pochi giorni prima di morire. Nell’aula della Corte d’Assise di Milano giovedì è stato il giorno dei testimoni nel processo per il femminicidio di Jhoanna Nataly Quintanilla Valle, la babysitter quarantenne salvadoregna scomparsa a gennaio e ritrovata senza vita nelle acque dell’Adda, a Zelo Buon Persico: era stata uccisa nella notte tra il 24 e il 25 gennaio 2025 dal compagno Pablo Gonzalez Rivas. Il suo corpo fu ritrovato oltre un mese dopo, chiuso in una valigia e gettato nel fiume. Davanti ai giudici hanno parlato la datrice di lavoro della vittima e alcune amiche. Racconti che ricostruiscono una relazione segnata negli ultimi mesi da tensioni e gelosie. «Il mercoledì prima dell’omicidio era distratta, non sorrideva più», ha riferito la donna presso cui Quintanilla lavorava come baby sitter, rispondendo alle domande della pm Alessia Menegazzo, titolare dell’indagine con l’aggiunta Letizia Mannella.

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