«Codogno deve porsi come riferimento tra Piacenza e l’area di Milano,
altrimenti il rischio è essere trasparenti» - Le videointervista

L’intervista L’incontro con Francesco Passerini nel parco di Villa Polenghi, a pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato

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Codogno

Sindaco Passerini, sabato siete stati a Vo’ Euganeo per il gemellaggio con il comune veneto. Con quali emozioni è tornato a Codogno?

«È stata una giornata molto bella, nella quale inevitabilmente sono emersi anche i ricordi di quel che è successo. Sembrano passati decenni dal periodo del Covid, invece sono trascorsi solo sei anni. Entrambe le comunità hanno manifestato la volontà di ripartire, di mostrare cosa sono realmente i nostri territori, perché tutti ci ricordiamo una rappresentazione non sempre reale in quel periodo. Questa volontà, questa voglia di stare insieme, è esplosa nella giornata di sabato. È stato molto emozionante».

L’inaugurazione del parco di Villa Polenghi, dove ci troviamo per questa intervista, è stata salutata con soddisfazione. Quale funzione intendete dare a questa area e alle annesse scuderie?

«Si tratta di un angolo verde, di pregio, in un’area centrale di Codogno, che connette due zone della città. È un luogo dove poter leggere un libro, c’è un giardino letterario, c’è un infopoint turistico, c’è uno spazio nel quale organizzare eventi e godersi dei momenti di tranquillità con attività musicali, artistiche, culturali. Insomma, una zona da vivere, immersa nel verde, con essenze botaniche importanti».

L’intervista completa sul «Cittadino» di giovedì 24 settembre

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