VIZZOLO Vigili del fuoco, va in pensione Massimo Stucchi: 45 anni sempre in prima linea

L’ex responsabile del comando di Lodi nella sua carriera ha seguito le più importanti emergenze nazionali: «Il mio è il lavoro più bello del mondo»

«Ho iniziato appena 20enne come volontario durante il servizio militare, è cominciato così il lavoro più bello del mondo, che per quasi 45 anni mi ha visto in prima linea sulle maggiori emergenze della nazione». Dal 2014 al 2019 comandante provinciale di Lodi, il 65enne architetto di Vizzolo Massimo Stucchi racconta così la sua vita all’interno dei vigili del fuoco, che ha lasciato in questi giorni dopo aver ricoperto incarichi di rilievo in varie zone del nord Italia. «È iniziato tutto nel 1977 quando, concluso il liceo e dismessi i panni degli scout, ho svolto proprio tra i pompieri il servizio militare, al termine del quale ho capito che sarebbe stato quello il mio percorso di vita - sono le sue parole -. Con l’entusiasmo e la passione tipici dei giovani, ho conosciuto così il variegato e complesso mondo dei pompieri, che rappresenta certamente una delle attività più stimolanti e ricche di fascino quando la scegli per l’esistenza: ricordo le prime corse con l’autopompa, quando l’adrenalina saliva a mille e i capi ti infondevano sicurezza con la loro grande umanità».

Dopo aver svolto l’attività operativa tra le sedi di Milano e quelle distaccate nell’intera provincia, dove a Melegnano è stato in particolare tra i fondatori prima della Protezione civile e nel 2017 del distaccamento volontario dei vigili del fuoco, per il vizzolese Stucchi iniziano le mansioni di responsabilità. Nel 1990 assume la qualifica di funzionario direttivo, alla quale ben presto affianca quella di responsabile delle sedi di servizio: forte della laurea in architettura, realizza i progetti delle caserme di Gorgonzola, Rho e Melegnano, a cui accompagna la stampa di innumerevoli opuscoli e libri sulla sicurezza destinati alle amministrazioni e alle aziende.

Nel 2006 diventa vice comandante del comando provinciale di Lodi, a cui nel 2012 segue il trasferimento in Liguria e nel 2014 il ritorno al comando di Lodi, che guiderà per cinque anni prima di spostarsi per un biennio a Mantova con analogo incarico e concludere infine la prestigiosa carriera alla direzione regionale dei vigili del fuoco. «Dal terremoto dell’Irpinia nel 1980 a quello dell’Aquila nel 2009 passando per l’alluvione nel 1987 in Valtellina e al grattacielo Pirelli sventrato da un aereo nel 2002 a Milano - continua ancora Stucchi -, in oltre 40 anni ho seguito in presa diretta le maggiori emergenze nazionali, ma non sono mancati neppure i riconoscimenti e le benemerenze che mi hanno reso naturalmente orgoglioso». Il resto è storia della tarda mattinata di mercoledì quando, alla presenza delle massime autorità regionali con oltre 120 tra vigili del fuoco, ex pompieri e personale amministrativo, il cavaliere Stucchi ha appeso la divisa al chiodo dopo ben 44 anni spesi al servizio del prossimo. «Ringrazio davvero tutti, mi sono sentito parte di una grande famiglia - ribadisce commosso in conclusione -: non verrà mai meno la passione per i vigili del fuoco, che considero veramente il lavoro più bello del mondo».

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