Un nuovo modello per gestire la ripresa degli atleti infortunati I VIDEO
LODI Il piano sperimentale valorizza il ritorno all’attività dopo lesioni importanti offrendo un percorso privilegiato
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Asst Lodi e la Rete Regionale sperimentale di medicina e patologia dello sport diventano grandi alleati per gli sportivi. L’iniziativa, presentata ieri nella sala dei Comuni nella sede della Provincia di Lodi, per la gestione delle carriere degli atleti agonisti ha tutte le caratteristiche per essere una piccola rivoluzione copernicana.
. Video di Cesare RizziUna "rete" contro gli infortuni degli atleti: parla il dottor Grignaffini
L’Asst di Lodi è una delle tre aziende locali, assieme all’Asst Fatebenefratelli Sacco di Milano e all’Asst Valtellina e Alto Lario, che fanno parte di questa rete, che propone un nuovo modello organizzativo nel quale la medicina dello sport sul territorio superi l’attuale focus sui certificati medici di idoneità «e possa invece valorizzare il ritorno all’attività di uno sportivo quando si infortuna» come ha spiegato il dottor Guido Grignaffini, direttore generale dell’Asst di Lodi.
Grignaffini ha poi proseguito: «In questa fase sperimentale come Asst lodigiana ci concentreremo sulle problematiche degli sportivi relative alle specialità di cardiologia e ortopedia (compresi in questo ambito sia buona parte degli infortuni traumatici sia i percorsi di verifica delle patologie cardiache che impediscono il rilascio del certificato di idoneità agonistica, ndr) e sugli atleti di interesse nazionale, una platea che di primo acchito può sembrare ristretta ma che, entrando nello specifico delle classificazioni di numerose federazioni, va a toccare un numero di ragazzi e ragazze molto vasto».
Grignaffini ha fornito anche qualche primo spunto operativo: «Le società sportive avranno il compito di inviare una richiesta di visita in ambito cardiologico od ortopedico e da lì la problematica verrà presa in carico dall’Asst di Lodi che seguirà il “percorso” fino alla ripresa dell’attività».
L’iniziativa in ambito regionale è nata dalla presa di coscienza di quanti giovani, anche molto talentuosi, siano oggi condizionati nelle loro carriere da infortuni che non riescono a gestire in modo tempestivo: «La rete è in grado di garantire a questi ragazzi una via: è un percorso privilegiato che parte direttamente dall’iniziativa delle società», ha spiegato Filippo Rivolta, direttore di ortopedia e traumatologia dell’Asst di Lodi, affiancato da Pietro Mazzarotto, a rappresentare invece la struttura locale lodigiana di cardiologia.
Un percorso «che non toglie spazio e appesantisce le tradizionali liste di attese», come ha precisato Daniel Di Mattia (Fatebenefratelli Sacco), e che abbraccia tutti gli sport (federazioni, enti di promozione e discipline associate).
A tenere a battesimo la Rete Regionale destinata agli sportivi a Lodi (di fronte tra gli altri al sindaco di Lodi Andrea Furegato, al delegato provinciale del Coni Emanuele Angona, al direttore generale di Ats Milano Silvano Casazza e ai rappresentanti delle altre Asst coinvolte: il sottosegretario allo sport di Regione Lombardia Federica Picchi è intervenuta con un videomessaggio) sono stati anche alcune eccellenze del territorio lodigiano.
. Video di Cesare RizziFederico Vanelli "battezza" la Rete Regionale contro gli infortuni degli atleti: «Un'iniziativa magnifica»
Tra loro Federico Vanelli, settimo ai Giochi di Rio 2016 nel nuoto di fondo, venne fermato proprio da un problema cardiaco: «Il progetto è un’opportunità da “premio Nobel” perché permette agli atleti di non sentirsi soli e abbandonati nei momenti più difficili».
Un concetto che hanno ribadito anche la presidente della No Limits Alessandra Sanna, il ds dell’Assigeco Basket Alessandro Pagani (salvato da soccorsi immediati dopo un infarto in campo nel 2015) e l’allenatore dell’Amatori Wasken “Gigio” Bresciani, mentre il direttore della piscina della Faustina Igor Piovesan ha spiegato quanto l’iniziativa possa essere «importante per il lavoro quotidiano della società».
L’articolo di Cesare Rizzi sarà in edicola oggi sul «Cittadino»
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