«Un medico che sapeva essere padre e maestro, sul lavoro e nella vita»
LODI Stroncato all’alba di giovedì da un malore improvviso il dottor Asfour Mahmoud Rajab, apprezzato anestesista rianimatore dell’ospedale Maggiore
Lodi
Era sempre il primo della famiglia a svegliarsi per la preghiera delle 4.30. Giovedì mattina, invece, quando suo figlio si è alzato, si è chiesto come mai papà stesse ancora dormendo.Non era normale. Il genitore, infatti, stava male. Né la rianimazione iniziata subito dai famigliari, né l’intervento del 118, sono riusciti a salvargli la vita. Per Asfour Mahmoud Rajab, 69 anni, apprezzato anestesista-rianimatore dell’ospedale di Lodi, non c’è stato nulla da fare.
Se n’è andato colpito da un infarto improvviso, che ha lasciato tutti senza parole, non solo per la perdita di un uomo, definito dai colleghi «un maestro anche nella vita», ma per la modalità: il dottor Asfour Mahmoud Rajab stava bene, non aveva mai avuto altri sintomi.
Di origini giordane, il medico viveva in provincia di Pavia e lavorava all’ospedale di Lodi dal 2001.
Molto conosciuto e apprezzato il dottor Asfour Mahmoud Rajab lascia la moglie e due figli (uno dei quali, tecnico di radiologia, dipendente dell’Asst di Lodi).
«Asfour ha rappresentato per tutti noi un punto di riferimento professionale e umano - dicono in una nota i colleghi del reparto di anestesia e rianimazione guidato dal dottor Gianluca Russo -. Alla competenza clinica, sempre rigorosa e affidabile, ha saputo affiancare una straordinaria qualità relazionale, che lo ha reso stimato e benvoluto da tutti: colleghi, infermieri, operatori e personale ausiliario, fino alla direzione».
La notizia della sua scomparsa ci ha colti impreparati, lasciando un senso di sgomento, profondo e condiviso. La sua assenza è oggi difficile da accettare, tanto era forte la presenza, discreta ma costante, che sapeva offrire ogni giorno nel lavoro e nei rapporti umani».
«Restano il suo esempio: di dedizione, equilibrio, rispetto e umanità. Un’eredità preziosa che continuerà a vivere nella memoria di chi ha avuto il privilegio di lavorare al suo fianco. Alla moglie e ai figli giungano le più sentite condoglianze e la vicinanza affettuosa di tutta la struttura».
Al sentimento di cordoglio dei suoi colleghi, si uniscono quello della comunità ospedaliera dell’ospedale Maggiore, il direttore generale Guido Grignaffini e tutta la direzione strategica dell’Asst.
La tumulazione avverrà sabato mattina presso l’area musulmana del cimitero pavese, in via San Giovannino.
© RIPRODUZIONE RISERVATA