TRASPORTI La linea S1 fino a Piacenza: «Così più treni nella Bassa»

I possibili benefici del potenziamento nel Libro bianco di Unioncamere

TRASPORTI La linea S1 fino a Piacenza: «Così più treni nella Bassa»
Lo spostamento del capolinea S1 da Lodi a Piacenza secondo Unioncamere porterebbe numerosi benefici

C’è anche il potenziamento della linea ferroviaria Milano-Piacenza nel “Libro bianco sulle priorità infrastrutturali della Lombardia” diffuso ieri da Unioncamere Lombardia e redatto con il supporto di Uniontrasporti.

La richiesta – che con le altre contenute nel dossier, e che si aggiungono a quelle già programmate a livello nazionale con i fondi del Pnrr, sarà inoltrata agli enti di governo locali e centrali - è di poter allungare fino alla città emiliana il percorso della Suburbana1 (il passante in arrivo da Saronno e che attualmente fa capolinea a Lodi) al fine di poter contare, in andata e ritorno, su un maggior numero di corse quotidiane fra le due città, oltre che su treni più confortevoli. Una necessità tante volte manifestata, ma sin qui rimasta inascoltata, dalle centinaia di pendolari lodigiani della Bassa in viaggio tutti i giorni verso la metropoli. La richiesta è inclusa, all’interno del Libro bianco, tra le 18 priorità di secondo livello (la mappatura contempla altri due livelli: il primo con 20 priorità, il terzo con 14) ed è classificata al sesto posto, preceduta dal raddoppio della linea ferroviaria tra Lecco e Colico, dal nuovo collegamento ferroviario tra la stazione di Bergamo e l’aeroporto di Orio al Serio, dal traforo del Mortirolo, dallo sviluppo del cargo aereo di Orio al Serio e dallo sviluppo del cargo aereo di Milano Malpensa.

Il Libro bianco, spiegano gli estensori, «ha lo scopo di sintetizzare le opere infrastrutturali indicate dal mondo associativo e imprenditoriale lombardo» e si offre come «strumento di proposta per far giungere alle istituzioni di governo le richieste del sistema produttivo regionale circa le opere indifferibili e necessarie per continuare a competere sui mercati nazionali e internazionali, grazie ad una rete infrastrutturale completa ed estesa, ad una logistica efficiente e ad una connettività digitale performante».

Tra le molte tabelle esposte dal dossier, c’è anche quella sulla condizione infrastrutturale delle singole province lombarde. Quella di Lodi figura al 4° posto a livello regionale e al 29° a livello nazionale. Al primo posto, sia in regione che in Italia, c’è quella di Milano. Al secondo posto c’è il territorio di Brescia (26° a livello nazionale), al terzo quello di Bergamo (27° in Italia). Seguono, dopo quella di Lodi, le province di Mantova, Varese, Pavia, Monza Brianza, Cremona, Como, Lecco e Sondrio.

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