TAVAZZANO Festa del 4 Novembre senza Fratelli Italia

Presenti varie associazioni territoriali

Si sono tenute domenica le celebrazioni del 4 Novembre, accompagnate dalla banda di Villanterio e da Alfonso Pezzano alla tromba. Il primo step è stato la posa delle corone commemorative nelle piazze 24 Novembre, Anna Frank e Risorgimento e al cimitero, seguito dalla Messa in Sala San Francesco e dal corteo (comprensivo del sindaco di Sordio Salvatore Iesce) che, intervallato dalla posa di un’altra corona di fronte alla chiesa, è tornato davanti al municipio per i discorsi istituzionali.

Emilio Pietraforte (presidente della sezione dell’Associazione nazionale combattenti e reduci) ha condannato l’invasione dell’Ucraina e ricordato che «il percorso che ci ha portati a diventare una repubblica democratica e antifascista non si deve interrompere», mentre Mattia Mozzicato (presidente della sezione Anpi) ha esortato «a lavorare per la pace. La guerra in Ucraina e il dilemma tra la pace e il doveroso aiuto agli aggrediti ci ricordano che conflitti e nazionalismo possono diventare attualità in ogni momento». Più improntato alla storia, invece, il discorso del capogruppo dell’Associazione Nazionale Alpini di Lodi Zaverio Farina, che ha evidenziato come la Grande Guerra abbia portato a fronteggiarsi sulle Alpi due popoli tra loro vicini ed espresso favore verso il ritorno di una forma di servizio militare.

Infine, il sindaco Francesco Morosini ha ricordato la necessità di «applicare la pace in tutti gli ambiti della vita e non disperdere la lezione della storia e la saggezza degli anziani». Pace assente tra la maggioranza secondo il gruppo Primavera Civica, che ieri è intervenuto sull’assenza di esponenti della maggioranza in quota Fratelli d’Italia: «Un mese fa circa abbiamo registrato la nascita di un gruppo consiliare separato composto dal vicesindaco, da uno degli ex (tanti) capogruppo di maggioranza e dall’attuale, ma mai avremmo immaginato la loro assenza in una giornata istituzionale – hanno scritto su Facebook – è evidente come tra sindaco e vice (e relativi sostenitori) si sia aperta una voragine che non si riesce più a mascherare. Auspichiamo che in questo crepaccio non finisca per cadere l’intero paese».

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