Tangenti Asl, chiuse le indagini

Sono stati notificati gli avvisi di fine indagini, e alcuni hanno anche già reso interrogatori per chiarire al pm la propria posizione, per l’inchiesta della guardia di finanza di Lodi che nel dicembre scorso aveva visto finire agli arresti due tecnici del servizio igiene degli alimenti e nutrizione dell’Asl di Lodi, C.R., 40 anni, e S.B., 55, e che in luglio era costato i “domiciliari” a un loro collega, L.R., 47 anni, di Cerro al Lambro.

I primi due erano stati bloccati in via Cadamosto mentre risalivano su un’auto di servizio dopo aver incontrato un barista: in quell’occasione l’imprenditore avrebbe consegnato del denaro ma tutto era avvenuto sotto il controllo delle Fiamme gialle. L’ipotesi di accusa riguardava il fatto che i due avrebbero offerto consulenze del tutto estranee, e per l’accusa contrarie, al dovere d’ufficio: la compilazione del formulario haccp che indica le procedure che si seguono nell’attività di somministrazione al pubblico di alimenti e bevande per assicurare l’igiene.

Dopo gli arresti, per ipotesi poi qualificata in concussione per induzione, era stata acquisita documentazione negli uffici Asl e quindi una misura cautelare era stata emessa anche nei confronti del collega residente nel Sudmilano.

Il difensore dei primi due, Michele Apicella, per ora si trincera dietro un «no comment». Risulta che l’Asl, avviato un procedimento disciplinare, li abbia congedati. Non si esclude che possano patteggiare o chiedere l’abbreviato innanzi al gup. A difendere il 47enne invece l’avvocato Maria Antonietta Marino di Milano: «Speriamo che la vicenda si definisca in tempi brevi: il mio assistito ha chiarito le modalità dei fatti che gli vengono contestati e sostiene che ritenesse che non fossero comportamenti illeciti».

Per tutti le misure cautelari originarie erano state poi mitigate. Il quarto arresto, scattato però nell’ambito di una diversa inchiesta originata a Piacenza e poi affidata per lo stralcio lodigiano al pm Sara Mantovani, a fine gennaio era costato l’arresto a L.Z., 51 anni, di San Giuliano Milanese, tecnico Sian dell’Asl di Melegnano, bloccato dai carabinieri di Piacenza mentre usciva da un bar di Mediglia con 75 euro, secondo l’accusa il compenso per una consulenza indebita sempre in materia di haccp. Nel suo caso il “fine indagini” non è stato ancora notificato dalla procura ma l’indagato, assistito dall’avvocato Alberto Goglio di Melegnano, già in sede di interrogatorio di convalida aveva ammesso l’episodio che gli veniva contestato. Sarebbe stato un imprenditore di origini cinesi a denunciarlo, dopo aver letto sui giornali degli arresti avvenuti a Lodi in circostanze analoghe. Il sangiulianese aveva poi deciso di licenziarsi spontaneamente dall’Asl e ora ha trovato lavoro nel settore privato.

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