(Foto di archivio)
A MILANO I giovani erano alla serata “incriminata” ma hanno subito dichiarato alla polizia che c’era pieno consenso da parte della ventenne conosciuta poco prima
Lettura meno di un minuto.I due giovani lodigiani che settimana scorsa si erano presentati in Questura, tra Lodi e Milano, per raccontare la loro serata del 22 maggio alla discoteca Beach di Milano in cui erano entrati in intimità con una studentessa spagnola, sostenendo che la giovane era pienamente consenziente e di buon umore, risultano indagati per “violenza sessuale di gruppo” assieme a un altro giovane, del Milanese, che si era presentato spontaneamente per lo stesso motivo in Procura a Milanno e a un quarto giovane, che invece non risulta si fosse recato dalla polizia giudiziaria a rendere dichiarazioni spontanee. I due lodigiani e il coetaneo milanese che quella sera era in discoteca con loro avevano deciso di presentarsi agli inquirenti dopo che da alcuni giorni la stampa locale e nazionale dava la notizia di una studentessa spagnola che sosteneva di essere stata avvicinata da un italiano durante la serata, portata nel parcheggio e quindi costretta a «cose che non voleva» sia da lui, sia da un suo amico, e subito dopo da altri due giovani che li avevano raggiunti e l’avevano spinta all’interno di un’auto. Costrizione che i tre, come riferiscono i loro avvocati, negano assolutamente. Fino a oggi 16 giugno però non risultano notificate informazioni di garanzia, almeno ai due lodigiani, la loro iscrizione a “modello 21” risulta invece da fonti solitamente ben informate.
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