Santa Chiara, si dimette il direttore Fabio Clerici

LODI Il Cda straordinario ha preso atto della decisione

Lodi

Si è dimesso con effetto immediato venerdì il direttore di Santa Chiara Fabio Clerici. Il giorno prima aveva presentato il suo programma nell’incontro sindacale.

La decisione sarebbe maturata a causa di contrasti con il consiglio di amministrazione. Ieri il consiglio straordinario presieduto da Antonino Pisana ha preso atto delle dimissioni.

Il direttore uscente, raggiunto al telefono, preferisce non entrare nel merito delle motivazioni: «Ho lasciato l’incarico in accordo con il consiglio d’amministrazione - commenta -. Ho consegnato il dossier con quanto fatto in questi mesi. Abbiamo steso un comunicato congiunto in cui chiariamo le motivazioni delle dimissioni».

In attesa della nomina di un nuovo direttore, l’incarico sarà ricoperto ancora dalla direttrice facente funzioni Marina Galli.

Clerici, classe 1961, di Legnano, aveva preso servizio il 5 febbraio dello scorso anno, dopo le dimissioni dell’ex direttrice Cinzia Bonali. Assistente sociale prima e poi laureato in economia aziendale alla Bocconi, Clerici proveniva da una attività di consulenza nell’ambito del coordinamento del network che riunisce 34 aziende consortili dei servizi alla persona, compreso il consorzio di Lodi.

«La fondazione - commenta il presidente Pisana - desidera esprimere il proprio apprezzamento al direttore uscente, per l’impegno profuso nell’affrontare le problematiche gestionali durante il suo mandato, formulando i migliori auspici per le sue future attività professionali. Ringraziamo sentitamente anche la dottoressa Galli per la responsabilità assunta, certi che la sua consolidata esperienza e le sue indubbie capacità manageriali permetteranno di proseguire senza interruzioni il percorso di eccellenza e solidità che contraddistingue l’ente».

«Siamo preoccupati - commenta in una nota il segretario della Fials Roberto Gentile - per i continui cambiamenti».

«Per quanto ci riguarda - spiega invece il rappresentante sindacale della Cgil Guido Scarpino - non possiamo entrare nel merito perché non conosciamo le reali motivazioni. A noi di fatto, aldilà della governance, interessa che continui l’operazione di risanamento della struttura e di tutela dei lavoratori. Nell’ultimo incontro sindacale non abbiamo avuto affatto la sensazione che ci fossero delle dimissioni nell’aria».

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