Santa Chiara “commissariata”

Sarebbe come “commissariare” il Santa Chiara, togliendo il Consiglio di amministrazione e mettendo tutto il potere nella mani del direttore generale. Così il consigliere regionale Fabrizio Santantonio commenta la “rivoluzione” delle aziende di servizi alla persona, che mercoledì sarà discussa nella commissione sanità del Pirellone. Un provvedimento che evidentemente non riguarda solo la struttura di via Gorini, ma tutte le aziende di servizi alla persona della regione, tra cui altre 14 realtà lodigiane. In pratica il potere decisionale passerebbe dal Consiglio di amministrazione e dal suo presidente a un organo con poteri più limitati (formato da cinque persone, tre nominate dal Comune e due dalla Regione) e soprattutto al direttore generale, nominato dalla Regione “d’intesa con il Comune”. In pratica il potere, spiega Santantonio, passerebbe a un organo monocratico di nomina della Regione. Non solo: il direttore generale «anche sul patrimonio, espressione autentica della generosità delle comunità locali». Ecco perché, secondo il consigliere Pd, e la rivoluzione passasse sarebbe «un atto contrarioagli interessi della città».

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