Salvare una vita rinnovando la carta d’identità VIDEO

LODI Il Comune scende al fianco dell’Aido per la donazione degli organi

Lodi

La provincia di Lodi è la meno generosa in tema di donazione di organi della Lombardia.

. Video di Alexandru Ploiesteanu«Donazione degli organi, esprimi il tuo Sì»

Eppure in Italia 8mila persone, 250 con meno di 14 anni , sono appese tra la vita e la morte perché attendono il trapianto di un organo. E visto che il consenso alla donazione si può dare anche attraverso il rinnovo della carta di identità, il Comune del capoluogo è sceso in campo, al fianco dell’Aido provinciale (Associazione italiana donatori di organi) con una massiccia campagna di sensibilizzazione. Il progetto è stato presentato ieri dalla vicesindaca Laura Tagliaferri, la consigliera comunale con delega alla sanità Silvana Cesani, la presidente provinciale dell’Aido Giusy Baffi e la responsabile dell’ufficio anagrafe Cecilia Sfondrini.

«Dal 2026 - spiega la vicesindaca Tagliaferri - è possibile dare il consenso alla donazione attraverso il rinnovo della carta d’identità. Dare il proprio sì è importante per salvare tante vite umane». A volte però le persone non hanno mai sentito parlare di donazione di organi, arrivano al rinnovo della carta d’identità e quando il personale dell’anagrafe chiede se intendono aderire alla donazione degli organi rispondono di no perché non sono informate. «Per questo motivo - precisa Tagliaferri - abbiamo disposto degli espositori in vari punti con il materiale informativo e le risposte alle domande più frequenti. Chi fissa la prenotazione per il rinnovo dei documenti online riceve una mail nella quale si spiega che è possibile dare il proprio sì alla donazione». È dal 2016, aggiunge la consigliera Cesani, «che diffondiamo la cultura della donazione e il Lodigiano è molto generoso, ma quando si parla di donazione di organi subentrano la paura e la scarsa conoscenza. In Italia, 5 milioni di persone hanno dato il loro consenso alla donazione, eppure 8 mila persone sono in attesa di un organo, significa che i sì non sono ancora sufficienti a coprire le necessità». La cosa più triste, aggiunge la presidente Baffi è che si stima che «il 30 per cento di chi è in attesa di un organo, attualmente, non lo riceverà. L’espressione della volontà non è obbligatoria, ma come Aido la caldeggiamo e cerchiamo di informare la popolazione. Per questo andiamo con l’Asst nelle scuole a parlare di questi temi».

I numeri del sistema nazionale trapianti, aggiornati al 9 gennaio, non sono confortanti. «In provincia di Lodi - spiega la presidente Baffi -su 60Comuni, i sì alla donazione sono il 63,6 per cento e i no il 36,4. Si tratta di numeri che fanno della provincia di Lodi quella meno generosa della Lombardia. All’albo sono 8023 iscritti del Lodigiano, 446 di San Colombano». Le adesioni, dal 2015 ad oggi, sono in diminuzione. Nel 2015, infatti, i sì erano stati l’86 per cento, nel 2025 solo il 55,8. «Nel Comune di Lodi - aggiunge Baffi - si è passati dal 97,4 per cento di sì del 2015 al 57,6 del 2025. Siamo convinti che una maggiore informazione allo sportello faccia la differenza. Le persone quando vengono interpellate possono dire “sì”, “no”, oppure “Non mi esprimo”. Quest’ultima opzione lascia aperta la possibilità di interpellare i parenti al momento del decesso del famigliare».

Oggi, la medicina consente di prelevare organi anche alle persone di 100 anni. «Tra l’altro - aggiunge la presidente di Aido - sono state introdotte anche delle tecniche di “ricondizionamento” degli organi. Vengono resi disponibili organi che fino a pochi anni fa non venivano considerati. Oggi prelevano addirittura i tessuti ai pazienti oncologici». «Donare gli organi poi - conclude la vicesindaca - dà un senso in più anche all’ultimo periodo dell’esistenza di una persona, apre alla speranza per qualcun altro: la vita continua».n

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