Rapina Unicredit: 44enne muto davanti al Gip, resta in carcere

SANT’ANGELO L’arrestato a Milano non ha rilasciato dichiarazioni. Manca ancora il ritrovamento dei 159mila euro sottratti

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Si è avvalso della facoltà di non rispondere davanti il Gip il 44enne italiano arrestato mercoledì mattina a Milano dai carabinieri di Lodi perché fortemente indiziato di essere il responsabile della rapina alla filiale Unicredit di Sant’Angelo del 21 settembre scorso. Niente di nuovo dunque dall’interrogatorio di garanzia, che si è tenuto ieri mattina alle 11 nel carcere di Lodi.

L’uomo, assistito dall’avvocato Lara Ferrari del foro di Milano, ha deciso di fare scena muta davanti il giudice, ma in realtà elementi da chiarire ne restano ben pochi, e soprattutto per gli investigatori non è in dubbio il quadro accusatorio. L’elemento di maggior rilievo rimane capire che fine abbia fatto il denaro, 159mila euro bottino della rapina, che non è stato ritrovato. A inchiodarlo alle sue responsabilità è soprattutto il Dna ricavato dagli indumenti nascosti in piazza XV luglio durante la fuga, appena uscito dalla banca, e le immagini delle telecamera di videosorveglianza cittadina che lo collocano con certezza in Sant’Angelo, in via Madre Cabrini, all’ora della rapina. L’uomo resta in carcere con l’accusa di rapina pluriaggravata, in attesa della decisione di rinvio a giudizio, che pare scontata.

Al momento della rapina il 44enne era agli arresti domiciliari per concludere un residuo di pena legato a precedenti condanne per un totale di 7 anni per diversi reati, tra cui una rapina a banca. Una collezione di tutto rispetto, cui presto forse aggiungerà una nuova condanna in grado di spazzare via ogni precedente beneficio.

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