Prosegue la lotta contro l’apertura alle auto del sottopasso della Bassiana: raccolte più di duemila firme

LODI Depositate nei giorni scorsi all’amministrazione del sindaco Furegato

Lodi

I numeri definitivi dicono 871 firme cartacee e 1248 online contro l’apertura del sottopasso della Bassiana. Depositate nei giorni scorsi - al sindaco Andrea Furegato, alla vicesindaca Laura Tagliaferri, all’assessore alla Mobilità Stefano Caserini e al presidente del Consiglio comunale Antonio Uggé - le firme raccolte dal gruppo di cittadini che da sempre si mobilita per fermare l’annunciata sperimentazione dell’apertura del sottopasso ciclopedonale di via Zalli/Piermarini. «Le firme raccolte non sono una protesta episodica né circoscritta ai soli residenti della zona, ma l’espressione di una preoccupazione strutturale che attraversa generazioni, quartieri e profili sociali diversi: studenti, famiglie, anziani, sportivi, persone con disabilità, residenti e pendolari» dicono i promotori.

Lunga la lista dei motivi che, secondo i cittadini, non rendono la misura valida dal punto tecnico; tre in tutto le richieste avanzate dai cittadini con la petizione. In cima a queste, il ritiro della misura dell’apertura veicolare del sottopasso in questa fase, perché «la sperimentazione può seguire un’analisi strutturata, non sostituirla», ma anche l’impegno per privilegiare realmente la mobilità attiva e la riduzione del traffico superfluo confermando la funzione ciclopedonale del sottopasso e trasformare il confronto pubblico in una «piattaforma che prenda in considerazione le raccomandazioni e richieste di tutela da parte dei cittadini, basato su dati accessibili». Tra le richieste anche quella perché la misura non sia inserita nel piano in discussione.

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