Prosciolta la moglie di Brancher

Iniziano a dover essere dichiarate prescritte, perché sono passati troppi anni dagli episodi contestati dai pm, alcune vicende giudiziarie legate alla vecchia Banca Popolare di Lodi: stamane il tribunale lodigiano ha prosciolto, perché sono passati più di sette anni e mezzo dai fatti, Luana Maniezzo, la moglie dell’ex ministro per il federalismo Aldo Brancher, accusata di appropriazione indebita per due versamenti di circa 300mila euro ciascuno che nel 2003 risultavano commissionati da funzionari vicini a Giampiero Fiorani e che erano transitati sul suo conto corrente. Secondo la guardia di finanza di Lodi, sulla base anche di dichiarazioni di Fiorani, erano un compenso a favore del marito, personaggio di spicco di Forza Italia e uomo di raccordo con la Lega Nord. Secondo i pm quel denaro apparteneva alla banca, in quanto utile di operazioni in derivati attuate con fondi dell’istituto di credito. Con il verdetto di proscioglimento la moglie dell’ex ministro non è più penalmente perseguibile per quei fatti. A poche ore dalla prescrizione, invece, la Cassazione aveva confermato nell’agosto scorso la condanna a due anni di pronunciata dal tribunale di Milano per Brancher per reati connessi: due episodi di appropriazione indebita e altrettanti di ricettazione; la pena è condonata per indulto.

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