Più di 40 fusti di gasolio sull'Adda

Vicino alla Caccialanza contenitori di plastica ed eternit: «La sbarra all’ingresso del sentiero è sempre aperta, chi passa fa quello che vuole»

Un “traffico di gasolio” sulle rive dell’Adda. È questo il primo sospetto che la guardia ecologica del Comune di Lodi Italo Boni ha avuto quando si è trovato di fronte a una 40ina di fusti maleodoranti abbandonati nel verde, in piena campagna. Una scoperta che risale a una settimana fa, a ridosso della Colonia Caccialanza, lungo la strada sterrata che costeggia i campi coltivati e che porta all’interno del Parco Adda Sud.

«Il primo problema è dato dalla sbarra all’ingresso del sentiero sterrato: non è mai chiusa e tutti possono entrare senza problemi - spiega la guardia ecologica -. Specialmente di sera e durante i weekend c’è chi ha avvistato strani movimenti. Questo è territorio del Parco Adda Sud, camminando verso il fiume dal Comune di Lodi si passa nel territorio di Montanaso. Nelle scorse settimane sono stati ritrovati in questa zona dei fusti di plastica che contenevano gasolio. Poteva essere uno dei soliti abbandoni di rifiuti, ma la presenza di bottigliette e di calze imbevute di gasolio con dei piccoli fori in fondo, fanno pensare che qualcuno sia venuto qui con del gasolio rubato, lo abbia filtrato e poi rivenduto».

Boni ricorda a questo proposito che i furti di gasolio nei cantieri non sono una novità. Secondo quanto appreso da chi conosce la zona, inoltre, la stanga all’ingresso del sentiero al momento è rotta.

Dietro il centro Caccialanza c’è anche una struttura fatiscente, uno “scheletro” di assi e lastre in eternit che anni fa hanno preso fuoco.

«Ora i resti di questo edificio, una casotta in riva al fiume, sono abbandonati – continua la guardia ecologica Boni – non so da quanto tempo le condizioni siano così ed è molto pericoloso. Ritengo che il Parco Adda dovrebbe intervenire al più presto. Sarebbe necessario almeno mettere in sicurezza. Da un momento all’altro quanto rimane della costruzione potrebbe crollare ed è un pericolo per coloro che passano in zona. Tra l’altro si tratta di un percorso, vicino alla colonia, che è abbastanza frequentato da ciclisti e persone che vanno a passeggio. Si trova tra Lodi e il territorio di Montanaso lombardo».

Proprio sulle rive del fiume, ci sono delle lastre che potrebbero essere in amianto, che sono tutte lacerate e ridotte a pezzi. «Su questi casi come guardie ecologiche volontarie faremo una segnalazione agli uffici comunali, che poi si adopereranno per contattare le autorità competenti – annuncia Boni – non è il primo episodio che capita nel territorio, visto che recentemente ho scoperto delle lastre di eternit vicino alla zona della ex Polenghi lombardo a San Grato». E sempre le guardie ecologiche avevano più volte segnalato in zona Barbina altre discariche abusive tra i campi.

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