Nel Po il 30% in meno di acqua, portate irrigue ridotte del 15% - VIDEO
Siccità Grecchi del Consorzio Muzza spera che piova sulle Alpi
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Prosegue la lenta agonia del Po, colpito da una secca di appena mezzo metro sopra il record negativo del 2022. «Siamo sui 200 metri cubi di portata e a -80 centimetri dallo zero idrometrico. Di solito in questo periodo eravamo sui 300 metri cubi e l’anno scorso il livello era -22 centimetri» spiega il presidente del Consorzio Muzza, Ettore Grecchi, impegnato a un tavolo di crisi a Milano sulla gestione delle acque. «Il livello del Po da tre giorni a questa parte è stabile. Era calato di colpo, ora c’è mezzo metro d’acqua e col traghetto di Sigerico e San Colombano all’andata fatico, controcorrente. Devo alzare il motore, ma al ritorno va meglio» spiega Danilo Parisi, che traghetta i pellegrini da Corte Sant’Andrea a Calendasco. Questo instancabile Caronte, come è stato ribattezzato, non nasconde l’amarezza: «Il Po è bellissimo, l’acqua pulita, senza plastica, ma lo hanno fatto morire perché non lo dragano».
. Video Po in secca. Emanuele Intropido a Corte Sant'Andrea
A ciò si aggiungono la siccità e l’ondata di caldo tropicale che sta affliggendo l’Italia ormai da settimane. Secondo il rapporto Cia-Agricoltori Italiani, il rischio è un costo superiore a 1,5 miliardi di euro, tra campi e ore di lavoro evaporate. Un impatto pesantissimo che si abbatte sull’agricoltura nazionale mentre alte temperature, scarsità idrica e stress termico mettono sotto pressione colture, allevamenti e disponibilità produttiva, con il pericolo concreto di rincari selettivi per i consumatori, soprattutto su frutta, verdura e produzioni più sensibili. A dirlo è anche il presidente Grecchi: «Il Po così basso crea grossi problemi, perché le idrovore fanno fatica a raggiungere il livello dell’acqua per poi rilanciarla ai terreni adiacenti. Questo problema riguarda soprattutto l’Emilia. Noi invece abbiamo davanti una visione futura incerta, nel senso che avremo probabilmente acqua contingentata – spiega -. Adesso stiamo distribuendo l’85 per cento del valore nominale di acqua e dovremmo andare avanti grosso modo fino al 10 luglio o poco più, dopodiché dobbiamo confidare non dico nella generosità, ma nell’aiuto dei bacini alpini, che abbiano in qualche modo a sversare dell’acqua nel lago, in modo da darci qualche giornata in più di distribuzione».
Le speranze risiedono in cielo: «Se dovesse piovere in montagna, l’acqua piovana andrebbe a confluire nel lago, facendo aumentare di qualche centimetro il livello, e anche questo potrebbe favorire i1 proseguimento della stagione irrigua ancora per altri giorni. Certo che è una stagione complicata» conclude il presidente del Consorzio.
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