Nel Pd sono diventati tutti renziani

Stavolta è “Renzi-tsunami”: il sindaco rottamatore travolge tutto e tutti, anche gli “insospettabili”. Quelli che in passato avevano fatto il tifo per Pierluigi Bersani, per esempio, e quelli che provengono da una storia politica giocata più a sinistra che al centro. Segno evidente del fatto che il Pd sia a una svolta decisiva. Due nomi su tutti: il sindaco di Lodi Simone Uggetti e l’ex consigliere regionale Gianfranco Concordati.

Il primo cittadino apre alla proposta del “rottamatore”: «In questa fase sono concentrato nell’attività amministrativa, nel mio mandato di sindaco della città di Lodi - afferma Simone Uggetti -. Rispetto al congresso Pd, partecipo come semplice iscritto. Rimane grande il mio apprezzamento per la figura di Pierluigi Bersani e devo riconoscere la grande vitalità politica che sta dimostrando Matteo Renzi». Per Gianfranco Concordati Renzi è l’unico in grado di rilanciare il Pd: «Credo che alla fine di questa tornata congressuale vada trovato un equilibrio all’interno del Pd, in vista delle sfide future che ci aspettano. Ci vuole però un cambiamento, rispetto alle candidature in campo credo che voterò Renzi, anche se Gianni Cuperlo è davvero una persona per bene. Il Pd ha però bisogno di una scossa, di esplorare vie nuove e dall’altra parte vedo troppi tatticismi».

Anche il segretario cittadino Damiano Rossi, che come Uggetti e Concordati aveva sostenuto Bersani alle primarie, la pensa allo stesso modo: «Questa volta mi divido in due, sono stato da poco confermato alla guida della segreteria cittadina e il fatto che ci fosse un’unica candidatura dimostra lo spirito unitario del partito. Sono il segretario di tutti e come segretario non prendo posizione. Come iscritto, però, punto su Renzi, ritengo che possa creare un partito maggiormente inclusivo e che possa cambiare il Pd».

Tra i renziani si contano il parlamentare Lorenzo Guerini, l’assessore Enrico Brunetti, il sindaco di Brembio Giuseppe Sozzi, il consigliere comunale David Bosoni, l’ex consigliere regionale Fabrizio Santantonio.

Mauro Soldati, segretario provinciale del Pd, simpatizza invece per Gianni Cuperlo. «Sento più vicina l’idea di partito di Cuperlo, ma al tempo stesso mi interrogo sulle possibilità che abbiamo di fronte. Non sono quindi tra i promotori della mozione, anche perché essendo stato eletto in modo unitario sono convinto che dal 9 dicembre bisognerà portare tutto il partito a sostenere convintamente il nuovo segretario nazionale del Pd. Credo pertanto che Renzi come Civati siano essenziali per il partito, tant’è che in assemblea provinciale non ho avuto alcun problema ad indicare persone provenienti da tutte e tre le principali mozioni nazionali». Anche Pippo Civati può contare su un gruppo di “supporter”, da Pierantonio Rancati a Michele Merola.

Infine il presidente del consiglio comunale di Lodi, esponente del centrosinistra non iscritto al Pd, Gianpaolo Colizzi, commenta: «Ho letto con una certa curiosità i contenuti di una conferenza stampa fatta dai renziani iscritti al Pd, che mi ha indotto a fare alcune riflessioni – interviene –sono rimasto un po’ afflitto perché è stato configurato il nocciolo duro dei renziani solo tra gli iscritti del Pd. Per quanto riguarda Lodi città, ci sono dei renziani della prima ora, come il mio gruppo civico, che pur non avendo tessere di partito, hanno avuto già un grande ruolo nelle primarie nazionali dell’anno scorso e ora faranno sentire il proprio peso nelle primarie dell’8 dicembre. Ritengo che il problema vero adesso sia portare tante gente a votare alle primarie».

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