Nel Lodigiano la manifattura ha il freno tirato e l’occupazione non cresce
ASSOLOMBARDA Secondo la previsione il Pil della provincia crescerà dello 0,4%, performance moderata per servizi, commercio e costruzioni, posti di lavoro in calo dello 0,2%
Lettura 1 min.Per la provincia di Lodi le previsioni di crescita economica nel 2026 restano invariate rispetto ad aprile, con un incremento del Pil atteso dello 0,4%. È quanto riferisce Assolombarda nel “Booklet economia” in rete da ieri e che fa seguito a quello pubblicato la scorsa primavera. Questa, in sintesi, l’analisi che riguarda il nostro territorio: «Il rallentamento iniziato sul finire del 2025 sembra trascinarsi anche nell’anno in corso: i dati più recenti evidenziano un primo trimestre particolarmente debole per la manifattura locale, priva di sostegno degli ordinativi sia interni sia esteri, e performance moderate nei servizi, nel commercio e nelle costruzioni». Sul fronte occupazionale la previsione si conferma leggermente negativa, «al -0,2%, in linea con le indicazioni che emergono dai dati di Camera di commercio per il numero di addetti provinciali nel primo trimestre, che risulta pressoché stazionario».Per la Lombardia, la previsione per il 2026 è rivista leggermente al rialzo, al +0,7% dal +0,6% stimato ad aprile, e si colloca poco sopra all’incremento atteso per l’economia italiana (+0,6%). «Il miglioramento - spiega l’associazione industriale - riflette soprattutto l’espansione sopra le attese del primo trimestre, che lascia un’eredità statistica favorevole per la media dell’anno». Parallelamente, la previsione per il Pil del “quadrilatero” di Assolombarda si conferma superiore alla media regionale: +1,1% (dal +1,0% di aprile), con la Città metropolitana di Milano all’1,2% (dall’1,1% di aprile) e le province di Monza Brianza allo 0,7% (dallo 0,6%), Pavia allo 0,5% (dallo 0,4%) e Lodi, come detto, allo 0,4% (stabile rispetto ad aprile). (ha collaborato Andrea Soffiantini)
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