Nel Lodigiano 900 bambini
sono in situazioni di povertà

LA FOTOGRAFIA Il dato nella ricerca di Fondazione Cariplo

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Una povertà silenziosa, che si nasconde persino nei territori economicamente più solidi. È la fotografia allarmante scattata dall’Evaluation Lab di Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore per conto di Fondazione Cariplo. I dati restituiscono un quadro severo per il capoluogo lodigiano: il Comune di Lodi, pur essendo inserito nella “Classe A” (quella dei territori con i redditi medi più elevati), conta ben 898 bambini tra gli zero e i 6 anni che vivono in condizioni di povertà.

Un numero che proietta la città nella top 20 dei comuni lombardi con il maggior numero di minori indigenti. Al primo posto Milano (con una stima di 17292), seguita da Brescia, Bergamo, Varese, Pavia, Como, Mantova, Novara, Cremona e Lecco. Allargando lo sguardo all’intera Asst di Lodi, ricalcolando le stime sulla fascia 0-3, il grado di urgenza resta alto. Nella scala di priorità d’intervento stilata dai ricercatori, il territorio lodigiano si piazza al livello “2”, (come le Asst di Cremona, Papa Giovanni XXIII e Valcamonica, seconde solo dietro a Mantova), con il 18 per cento dei comuni classificati a “rischio elevato” dove risiede il 15 per cento dei bambini 0-3 anni. Lodi non è un’eccezione. Nell’intero bacino Cariplo (Lombardia e province di Novara e del Verbano-Cusio-Ossola) i bambini 0-6 anni in povertà sono quasi 80.000, uno su otto. Un’emergenza che colpisce trasversalmente, dato che 28mila di questi minori vivono in famiglie composte da soli italiani. A livello nazionale, il quadro è aggravato da un drammatico sotto-investimento: l’Italia destina all’infanzia solo l’1,3 per cento del Pil, contro il 2,1 per cento della media europea. Per arginare questa deriva, Fondazione Cariplo ha deciso di passare all’azione, stanziando 5 milioni di euro attraverso il bando “Anita Reti Mille”, parte della Sfida di Mandato “Anita – L’infanzia prima”, in cui la Fondazione investe sull’infanzia come leva di cambiamento sociale. L’obiettivo è agire d’anticipo.

«Con “Anita Reti Mille” investiamo nei primi mille giorni, una fase decisiva per il benessere presente dei bambini e delle loro famiglie e per lo sviluppo delle loro future opportunità - chiarisce Valeria Negrini, vicepresidente Fondazione Cariplo - . Sosteniamo reti territoriali capaci di individuare precocemente le situazioni di vulnerabilità, prevenire situazioni di disagio e di attivare le comunità attorno ai bisogni dei più piccoli». Il bando sostiene la nascita e il rafforzamento di reti territoriali stabili, capaci di riconoscere precocemente le situazioni di vulnerabilità e di offrire risposte accessibili, continuative e non stigmatizzanti a bambine, bambini e famiglie. E i 5 milioni di euro sono stati ripartiti tra i territori con un tetto massimo di contributo per ciascuno; limiti che non dipendono solo dal numero di bambini in povertà, ma sono legati agli indici di criticità individuati. Per il territorio di Lodi (ma anche per Melegnano e Martesana, e per Sette Laghi) lo stanziamento dedicato ammonta a 300mila euro. Possono candidarsi come capofila enti privati non profit, in partenariato con soggetti pubblici e del Terzo Settore; ogni rete deve includere almeno un soggetto qualificato del percorso nascita, come i consultori. Sarà finanziato un solo progetto per ciascun territorio Asst, della durata di 24 mesi, con un cofinanziamento minimo del 10 per cento.

Le domande vanno presentate entro le ore 17 di giovedì 18 febbraio 2027. Ora la palla passa alle istituzioni e al Terzo Settore lodigiano, per creare un’alleanza forte per proteggere quei 900 bambini che rischiano di restare indietro fin dai primi passi.

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