Maccastorna - Crotta: sulla ciclabile crollata durante la costruzione intervengono Legambiente e Fratelli d’Italia - VIDEO

INTERROGAZIONE Sarà posto un quesito in Parlamento

Da Legambiente Lombardia il monito ad accertare subito le responsabilità del doppio crollo e portare a termine il prima possibile l’opera di collegamento ciclopedonale tra Maccastorna e Crotta d’Adda: «Una infrastruttura orientata al futuro e alla qualità della vita nei territori che subisce ben due crolli consecutivi a un passo dal collaudo - sottolinea Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia -. Vogliamo sapere cosa è successo». La presidente evidenzia l’impatto sul territorio: «Il danno provocato dai crolli non è solo per chi usa la bicicletta, ma per tutta la comunità del Po, privata di un’infrastruttura cruciale in uno scenario di mobilità fin troppo orientato alla motorizzazione individuale – prosegue -. VenTo, una delle dieci ciclovie del Sistema nazionale delle ciclovie turistiche, non è solo un itinerario ricreativo, ma può davvero costituire un’alternativa per i residenti in cerca una mobilità più sostenibile. A dieci anni dal dispositivo nazionale VenTo sarebbe stata tra le prime ad essere completata, ed è strano dover assistere a un ulteriore fermo proprio adesso in territorio lombardo. Si accerti in fretta la dinamica dei crolli, per riprendere al più presto i lavori e consegnare finalmente l’opera ai cittadini». Intanto la vicenda del crollo della passerella sull’Adda sarà portata anche a Roma. Con un’interrogazione parlamentare presentata dall’onorevole Fabio Raimondo, capogruppo di Fratelli di Italia in Commissione Trasporti, con l’obiettivo di fare luce su tutto l’iter di verifica sull’infrastruttura, oltre che sul futuro dell’opera. «Ho portato all’attenzione del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti il crollo della passerella ciclopedonale sul fiume Adda - è l’annuncio dell’onorevole - : con un’interrogazione parlamentare chiedo di fare piena luce sulle verifiche tecniche effettuate prima del cedimento, sulle procedure di controllo previste, sulle responsabilità dei soggetti coinvolti nella direzione lavori e nel collaudo, nonché sulle tempistiche per la ripresa e il completamento dell’opera e per la riapertura del tratto fluviale interessato». Come sottolinea ancora il deputato, «è doveroso garantire la massima trasparenza su quanto accaduto: si tratta di un’infrastruttura finanziata con risorse pubbliche e destinata a un collegamento strategico per il territorio». Indispensabile fare chiarezza anche secondo Giulia Baggi, capogruppo di Fratelli di Italia in Provincia a Lodi.

Sul Cittadino in edicola oggi 17 febbraio un ampio servizio di Laura Gozzini e Rossella Mungiello

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