Lodi, sei arresti per il colpo-choc

Arrestati i presunti rapinatori della Banca Popolare di Lodi di piazzale Tre Agosto. Il colpo fu messo a segno nel luglio scorso, quando i malviventi entrarono nella filiale poco prima della chiusura pomeridiana e riuscirono a farsi aprire la cassaforte a tempo. Armati di pistola, legarono i dipendenti con fascette di plastica, li chiusero in uno sgabuzzino e poi fuggirono con un bottino di circa 65mila euro. Ora i carabinieri del nucleo operativo di Arona hanno messo le manette a cinque uomini e una donna, alcuni con gravi precedenti alle spalle, tutti italiani residenti fra il Milanese e il Pavese. Sono accusati di dodici rapine, tentate o messe a segno in tutto il nord Italia fra il dicembre 2010 e il gennaio 2012, per un bottino complessivo di oltre 300mila euro.

Le indagini su di loro partirono alcuni mesi dopo il colpo di Lodi, nell’ottobre 2011, quando fu razziata la filiale della Banca Popolare di Novara a Gattico (Novara). Agirono in cinque, con il solito sistema, entrando in banca a volto scoperto e con estrema sicurezza. I carabinieri di quel territorio, analizzando i filmati delle telecamere di sorveglianza, riuscirono in breve a dare un nome a uno dei malviventi, V.L. di 47 anni di Milano, già noto alle forze dell’ordine per reati come tentato omicidio e sequestro di persona.

Da lui, tramite pedinamenti, intercettazioni e accertamenti, i militari sono risaliti all’identità anche degli altri complici. Poco alla volta è stata ricostruita la sequenza di colpi messi a segno, anche precedenti all’ottobre 2011. Per il momento se ne contano 12, compreso quella di piazzale Tre Agosto a Lodi, di cui i militari sono certi di avere prove “inconfutabili”. Ma le indagini proseguono e l’elenco potrebbe allungarsi ancora.

In manette, insieme a V.L., sono finiti quindi M.D.S. di 47 anni di Bereguardo (Pavia), D.B. di 43 anni di Motta Visconti, E.F. di 48 anni di Arluno, N.F. di 68 anni di Arluno, e la 23enne D.D.S. di Bereguardo, figlia di M.D.S.. Quest’ultima è stata coinvolta in due colpi, alla Bpl di Cremona e alla Bpm di Zibido San Giacomo, entrambi falliti: la presenza di una donna sembra che facilitasse ai malviventi l’ingresso nelle agenzie di credito. Ora tutti si trovano rinchiusi nelle carceri di Novara e Milano San Vittore.

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