LODI La solidarietà non va in vacanza, i servizi Caritas sono sempre aperti

I dati Il 13 settembre verrà inaugurata in località Fontana una casa che accoglierà mamme in difficoltà con i loro figli

Servizi Caritas senza chiusure anche nel pieno del mese di agosto. La mensa e il dormitorio hanno funzionato sempre, anche il giorno di Ferragosto. «Come il giorno di Natale, il primo gennaio e tutte le feste», ricorda il direttore di Caritas lodigiana, Antonio Colombi.

Che dichiara: «Gli ospiti di mensa e dormitorio sono presenti in numero leggermente minore nel periodo estivo. Non sappiamo se sia perché qualcuno si organizza in un altro modo o perché preferisce dormire fuori. Al dormitorio in particolare ci sono circa dieci persone in meno. Certamente però dal primo settembre torneranno i numeri consueti».

E i numeri consueti sono quelli di settanta pasti al giorno erogati alla mensa di via XX Settembre (trentacinque a pranzo e trentacinque a cena), e di trenta posti letto per chi viene ospitato la notte alla Casa San Giuseppe di via Cesare Battisti, dove si offre anche la colazione del mattino.

Proprio su Casa San Giuseppe, dove lavorano dipendenti e operatori, Colombi afferma: «Abbiamo la presenza di volontari per la colazione del mattino e per l’accoglienza della sera accanto al custode. Qualche volontario viene nel fine settimana, tre sono fissi nei giorni feriali (Colombi stesso è uno dei tre, ndr). Ci sarebbe bisogno magari di altri due volontari che si aggiungerebbero al servizio infrasettimanale».

Chi fosse interessato può contattare la segreteria Caritas di via Cavour 31 a Lodi, 0371 948130, [email protected].

Va considerata poi l’accoglienza femminile. La Caritas è impegnata nella Casa Regina Pacis di via San Giacomo (dall’entrata di via dei Bastioni si accede inoltre all’Emporio degli abiti), a favore di donne sole, senza figli.

Ma non solo. «Sabato 13 settembre inaugureremo Casa Fontana, in località Fontana a Lodi, per l’ospitalità di mamme con bambini - annuncia Colombi -. Attendiamo l’arrivo delle prime tre mamme per il primo settembre. Vi lavorerà un’équipe, che cercherà di comprendere quali saranno le esigenze quotidiane così da dare indicazioni anche ad eventuali volontari».

E queste sono soltanto alcune realtà di Caritas lodigiana, che con innumerevoli servizi spazia dagli anziani all’ambito internazionale. Lo stile è quello dei servizi chiamati “segno”, cioè non esaustivi di problemi enormi, ma segnali appunto, e stimoli perchè tutti si attivino. E così Caritas ha anche un rimando immediato su quanto sta accadendo nella società.

«Vorremmo porre l’attenzione sul fatto che il primo problema che rischia di diventare una bomba sociale - afferma Colombi - è l’abitare. Famiglie fragili, immigrati, padri separati: si sta raggiungendo un livello per cui i redditi medi non consentono più di far fronte alle necessità del quotidiano. Il nostro invito è quello a porre l’attenzione massima sull’ambito dell’abitare».

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