Lodi, il Tar sospende le autorizzazioni per il nuovo supermercato GUARDA IL VIDEO

Stop a Esselunga: possono procedere solo le demolizioni ma non la costruzione e le opere viabilistiche

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Ruspe al lavoro nell’ex Consorzio agrario dove si vuole fare un supermarket

Il tribunale amministrativo regionale di Milano ha accolto le richieste di sospensiva agli atti di autorizzazione alla costruzione di un supermercato da 2.500 metri quadri e altri 4mila di magazzino sull’area dell’ex Consorzio Agrario di Lodi, di fronte alla stazione ferroviaria. A questo punto possono continuare solo i lavori di demolizione ma la società Attività edilizie pavesi, che si sta occupando dell’operazione immobiliare e che è uno storico partner operativo di Esselunga (il marchio che appare destinato a insediarsi) non potrà iniziare a costruire il supermercato nè le opere accessorie, compresi interventi viabilistici come le nuove rotonde sul Passeggio. A ricorrere, Legambiente di Lodi, un comitato di cittadini (Lodi Vivibile) e anche Coop Lombardia, in due distinti ricorsi che sono stati riuniti e che verranno discussi nel merito all’inizio del maggio prossimo, per vagliare definitivamente se le autorizzazioni del Broletto siano o meno legittime.

“Chiarito che il perimetro della presente decisione cautelare è relativo a tutti gli atti emessi nella vicenda amministrativa all’esame di questo Giudice - scrive tra l’altro la Seconda sezione nella sua ordinanza di sospensiva - e considerato che il punto centrale delle controversie riunite attiene alla correttezza della decisione comunale di non assoggettare il Piano integrato di intervento alla Valutazione ambientale strategica e dell’apparato istruttorio e motivazionale che sorregge simile decisione con i conseguenti effetti che si ripercuotono sui titoli edilizi impugnati.....ritenuto, in ogni caso, sussistente il fumus boni iuris”, il Tar ordina di sospendere l’efficacia di tutti i provvedimenti dell’Iter impugnati dai ricorrenti, considerando “la sussistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile atteso che il Piano ha una ampia portata”, rinviando al prossimo giudizio di merito invece la disamina dei vari “motivi aggiunti”.

Andrea Poggio, esponente di Legambiente in prima fila in questa battaglia, ha subito espresso soddisfazione per la sentenza.

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