Lodi, il giallo di piazza Omegna: in aula tutti i dati del telefoni

38 COLTELLATE Nessuno finora ha voluto rivelare il movente dell’omicidio di Roberto Bolzoni nel febbraio dello scorso anno

Ore e ore di udienza, ieri davanti alla Corte d’assise di Milano presieduta da Donatella Bertoja, la giudice che condannò Massimo Bossetti, per analizzare i tabulati di una decina di telefoni cellulari, e il contenuto di almeno quattro apparecchi, per capire meglio cosa era successo la sera del 16 febbraio del 2025 quando era stato ammazzato con 38 coltellate, nella sua auto parcheggiata in piazza Omegna, il 60enne lodigiano Roberto Bolzoni. Sono emersi cancellazioni sospette di foto, video e chat, possibili incontri con persone diverse dai due finora unici imputati, un 50enne di Crespiatica e il suo nipote 29enne, un paio di telecamere comunali non funzionanti e anche la conferma del fatto che la vittima avesse l’abitudine di girare con almeno 500 euro in contanti in tasca. Rilevate anche ricerche sul web per la vendita di monili in oro, nelle ore successive al delitto, da parte di due persone vicine ai fermati. Le indagini dei carabinieri del comando provinciale di Lodi e del pm Martina Parisi sono state serrate e l’impressione è che le prossime udienze, quando si sveleranno anche le intercettazioni, potrebbero dare indicazioni su quello che finora manca: un movente in grado da innescare questo omicidio a sangue freddo.

Il servizio sul Cittadino di oggi 23 aprile, in edicola e in digitale https://www.ilcittadino.it/newspaper/stories/dai-telefoni-tantissimi-dati-la-verita-si-gioca-sui-minuti-o_194780_96

https://www.ilcittadino.it/newspaper/stories/la-moglie-in-aula-non-conoscevo-gli-imputati-molto-strano-che-roberto-sia-usc-o_194781_96

© RIPRODUZIONE RISERVATA