Lodi: il disabile trovato morto nel parcheggio, dove è finita la sua sedia a rotelle?

È MISTERO Per Federico Leoni è l’ora del dolore ma tanti pensano che le istituzioni dovevano e potevano fare di più

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«Ho fatto tutto il possibile e oltre per lui... e mi spiace tanto, ma alla fine è andata così...». Con queste parole, la sindaco di Turano Lodigiano, Susanna Casali, commenta “amaramente” la tragica scomparsa di Federico Leoni, per tanti Enrico, il 59enne disabile trovato senza vita mercoledì pomeriggio nel parcheggio all’inizio di viale Pavia a Lodi. L’uomo, che da un anno circa frequentava la città dopo aver trascorso qualche mese su una panchina del suo paese, lungo la provinciale 26, sarebbe morto per un’overdose. Saranno comunque gli accertamenti disposti dalla Procura a chiarire le cause del decesso: mercoledì sera, dopo il via libera del pm di turno, la salma è stata trasferita dalle pompe funebri Vismara all’Istituto di Medicina Legale di Pavia. A giorni si terrà l’autopsia. Intanto, a Turano, stanno già pensando all’organizzazione dei funerali. «Parteciperemo come Comune - assicura Casali -; il padre è sepolto nel nostro cimitero». Ieri il municipio è stato contattato dagli agenti della Questura, che indagano sull’accaduto, per risalire ai parenti di Enrico: la mamma è in una struttura per anziani della Bassa, mentre il fratello, più giovane, vivrebbe da anni in Centro Italia. Una vita, quella di Enrico, non facile, tra eccessi e reati, complicatasi poi negli ultimi tempi con l’amputazione di una gamba che l’aveva costretto su una sedia a rotelle sulla quale girava, appostandosi di fronte ai supermercati, dove a volte capitava si addormentasse, anche sotto il sole. Intanto, in queste ore, emerge il dettaglio che la carrozzella non sarebbe stata ritrovata sul luogo del decesso: il 59enne sarebbe stato trovato a terra, in mezzo a un cespuglio. «A un certo punto - continua a raccontare il primo cittadino - gli avevamo messo a disposizione la palestra delle scuole, adattando i servizi alle sue condizioni. Una misura d’emergenza, perché l’obiettivo era fargli accettare un piano di recupero». Ma questo “sì” non sarebbe mai arrivato ed Enrico ha continuato a vivere per strada. Ultimamente, per la notte, aveva trovato riparo al pronto soccorso. Forse un disperato tentativo di aggrapparsi a una mano amica, ma in tanti si chiedono se le istituzioni con le loro mille risorse per grandi opere e inaugurazioni non potevano e dovevano fare di più per un uomo lodigiano che, espiate le sue colpe, era senza un lavoro, senza una casa e senza una gamba.

Leggi l’articolo di Cristiano Brandazzi sul Cittadino in edicola oggi 29 maggio e in digitale https://www.ilcittadino.it/newspaper/stories/morto-nel-parcheggio-a-giorni-si-terra-lautopsia-o_199916_96

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