Lodi, il 39enne morto all’Albarola nel tentativo di fermarlo: per i due carabinieri l’ipotesi del “fatto giustificabile”
IL NUOVO REGISTRO Posizione garantita dall’ultimo “pacchetto sicurezza”, si indaga per omicidio colposo in più direzioni
Per la prima volta la Procura di Lodi ha utilizzato il “modello 45 bis” che è stato previsto dall’ultimo “decreto sicurezza” per evitare che rappresentanti delle forze dell’ordine finiscano subito iscritti nel registro degli indagati (il modello 21) ogni volta che siano coinvolti in episodi con possibili conseguenze penali. La scriminante applicata dagli inquirenti lodigiani indica che le indagini coordinate dal Procuratore Laura Pedio e da uno dei sostituti, dopo l’attività frenetica di accertamenti e interrogatori delle prime ore, prendono le mosse dalla considerazione che ci siano state cause di giustificazione, per i due militari di pattuglia che erano stati inviati sul posto dopo ripetute segnalazioni di un uomo che scavalcava tetti e recinzioni nel cuore della notte. L’ipotesi di reato per la morte del 39enne Agostino Conigliaro, che lascia un figlio in tenera età, dopo l’arresto cardiaco che l’aveva colpito tra sabato e domenica in via Vittime della Violenza, nel quartiere Albarola di Lodi, è di omicidio colposo: “Sono al vaglio eventuali condotte colpose dei sanitari”, anticipa una note ufficiale.
Il decesso è stato dichiarato lunedì attorno alle 9 ospedale a Lodi, e l’autopsia sarà eseguita in settimana. L’uomo “si è reso responsabile di comportamenti violenti e gravemente autolesionistici all’interno del cortile di un condominio, e, per questo motivo, è stato contenuto e ammanettato dalle forze dell’ordine”, prosegue la nota. Per tutti gli indagati vale la presunzione di innocenza. I due militari non formalmente indagati, come altri eventualmente chiamati a chiarire la propria posizione nella terribile vicenda, possono nominare consulenti per l’esame irripetibile sulla salma.
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