LODI Ex assessore insultata sui social per le mense: il caso arriva in tribunale

Sueellen Belloni disposta a ritirare tutte le querele, uno degli imputati le ha già scritto e ha risarcito

Lettere di scuse e un risarcimento simbolico, almeno per le spese legali: è l’accordo che l’ex assessore ai servizi sociali del Comune di Lodi Sueellen Belloni ha proposto alle quattro persone, di ogni parte d’Italia, finite imputate in tribunale a Lodi per “diffamazione aggravata”, attraverso mezzi di comunicazione (in questo caso Facebook) perché il 14 ottobre 2018 sarebbero scaduti in offese personali nei confronti della politica ritenuta la titolare della decisione di palazzo Broletto di chiedere documentazione integrativa ai genitori di bambini extra Ue che volevano ottenere agevolazioni sul costo dei buoni per le mense scolastiche.

Il famoso “caso mense” riguardo al quale poi una sentenza civile avrebbe dato torto al Comune di Lodi, ritenendo che la richiesta di documenti in più rispetto a quelli necessari per le famiglie italiane e comunitarie fosse, tecnicamente, discriminatoria.

Le perplessità delle opposizioni politiche avevano avuto ampia risonanza anche a livello nazionale e avevano mosso associazioni e intellettuali, e per alcuni la lettura della vicenda era di una politica colorita di razzismo, anche se in realtà in Italia fu il governo d’Alema a introdurre il principio che anche gli stranieri che chiedono agevolazioni pubbliche devono, per “par condicio” con gli italiani, dichiarare se possiedono capitali o redditi all’estero. Le opposizioni avevano però rilevato che per chi arriva da Paesi senza catasto, o in guerra, o con autorità consolari non preparate a queste evenienze, la richiesta si sarebbe trasformata in un tormento burocratico.

Secondo l’accusa queste quattro persone sarebbero andate ben oltre il diritto di critica politica, l’allora assessore sarebbe stata anche presa in giro per il suo nome di battesimo. E aveva sporto querela. La Digos, attraverso i profili Facebook e gli indirizzi Ip, li aveva individuati con sufficienti indizi per ottenere il giudizio, «anche se a nostro avviso le persone che avevano postato offese e ingiurie potevano essere anche qualcuna in più», riflette l’avvocato Matteo Boneschi, con il quale l’ex assessore è pronta a costituirsi parte civile.

Le indagini hanno attribuito una frase offensiva per ciascun imputato, a processo sono finiti G.M., 66 anni, di Cattolica, D.L., 57 anni, della provincia di Ragusa, A.D., 60 anni, del Trentino, S.C., 57 anni, torinese (due sono donne e due sono uomini). Uno di loro ha già trovato l’accordo con l’ex assessore, che ritirerà la querela, altri due sono in trattativa e un quarto ha manifestato l’intenzione di accordarsi. Rinvio dell’udienza a settembre.

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