LODI Dalla Regione uno spiraglio di salvataggio per il Parco Tecnologico

Il Pirellone conferma i 9 milioni, intanto l’assemblea dei soci approva il bilancio e apre la strada alla crisi

L’assemblea dei soci della Fondazione Parco Tecnologico Padano ha recepito il bilancio 2021 che portava il patrimonio in negativo a causa della mole debitoria da 19 milioni, si va verso una stagione di gestione straordinaria per la composizione della crisi, e dalla Regione arrivano però notizie positive: resteranno a Lodi e resteranno sulla partita della soluzione dei problemi economici del Parco i 9 milioni di euro che erano stati destinati al Comune di Lodi per l’acquisto della sede, strada poi bocciata dalla struttura tecnica del Broletto per vincoli di legge e dubbi di sostenibilità. C’è quindi uno spiraglio di salvataggio della struttura di Cascina Codazza.

La vicenda

Giovedì l’assemblea dei soci ha approvato la proposta di bilancio consuntivo 2021 che era stata deliberata 15 giorni fa dal Cda. Il patrimonio è negativo, perché i conti sono gravati da 19 milioni di euro di debito nei confronti soprattutto di istituti bancari e società finanziarie, e altri fornitori. Scatta quindi automaticamente la strada della composizione della crisi. Si stanno studiando tutte le strade possibili, liquidazione volontaria, concordato e il nuovo strumento della composizione negoziata della crisi, che non è una procedura giudiziale e che quindi offre maggiori tutele per i soci. Ma rispetto al pessimismo di 15 giorni fa, oggi i soci hanno qualche certezza e una speranza in più.

«Tutto il polo costituito da Parco Tecnologico e Università rappresentano un valore per la città di Lodi e per il territorio, un valore che ancora non ha espresso tutte le potenzialità e che deve essere sviluppato e integrato meglio – dicono il presidente della Provincia Fabrizio Santantonio e il sindaco di Lodi Andrea Furegato -. Per quanto riguarda il Parco, l’approvazione del bilancio costringe tutti a tirare una riga sul passato e quindi a fare chiarezza, chiudendo una partita che si trascinava da anni e anni. Ora si apre una fase nuova. L’obiettivo è chiudere la partita con i creditori, tutelare i lavoratori e dare loro continuità, consolidare il Parco Tecnologico, anche con prospettive di un rilancio che a questo punto sarebbe davvero una partita nuova da giocare».

L’incontro

La svolta rispetto alla strada che solo 15 giorni fa sembrava inevitabile è arrivata dalla Regione, dove lunedì si è tenuto un importante e forse decisivo incontro riguardante i 9 milioni destinati al Comune di Lodi per l’acquisto della sede, inutilizzabili però perché la strada è stata bocciata dal punto di vista tecnico. «Da Regione abbiamo avuto un’ampia conferma che i 9 milioni, anche se non utilizzati dal Comune, non si perderanno, ma resteranno dedicati alla partita del Parco Tecnologico», spiegano Santantonio e Furegato. Concretamente Regione Lombardia mantiene i 9 milioni a disposizione della soluzione dei problemi del Parco, ma non è rigida sulla modalità: potranno essere indirizzati ad altri soggetti pubblici, anche eventualmente divisi in diverse tranche su più soggetti, sempre pubblici, e l’acquisto della sede non sarà più l’unico ed esclusivo scopo. «La conferma delle risorse e la flessibilità che Regione ci ha prospettato nella loro destinazione e nel loro uso aprono prospettive diverse per il consolidamento – concludono Santantonio e Furegato -. Il percorso che vogliamo intraprendere può portarci al consolidamento del Parco Tecnologico e anche a una nuova valorizzazione di tutta l’area, un percorso in cui l’Università è, e sarà sempre più, partner strategico».

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