Lodi, le centrali dello spaccio migrano al parco delle Caselle e sul fiume

A rischio gli studenti che vanno a scuola o in stazione

I controlli della polizia e delle altre forze dell’ordine in stazione e in via Fascetti delle ultime settimane hanno modificato la “mappa” dello spaccio in città. Molti piccoli pusher che in precedenza infatti si piazzavano proprio nell’area verde dietro la stazione hanno dovuto spostarsi, scegliendo zone ugualmente percorse ogni giorno da decine di persone (soprattutto giovanissimi) dirette alle scuole.

In questura questo fenomeno viene tenuto sotto controllo e i servizi delle volanti, con il supporto del reparto prevenzione crimine di Milano, vengono indirizzati proprio in quelle aree divenute “terra di conquista” per i pusher.

Se prima quindi la zona “calda” in città era proprio via Fascetti, ora l’attenzione si è spostata in particolare sul parco delle Caselle, all’Albarola, e sul Lungoadda. «Sono queste le zone della città dove abbiamo segnalazioni di una presenza fissa di spacciatori - conferma il capo delle volanti (ufficio prevenzione generale) della questura di Lodi Michele Saglio -. In via Fascetti, da quando abbiamo intensificato i controlli, le attività illecite sono praticamente scomparse, e negli ultimi giorni non abbiamo più fermato nessuno con la droga. Ora l’attenzione è verso le altre due zone».

Non risulta, invece, in questura, la presenza di spacciatori in zona San Fereolo, anche se storicamente i residenti della “muraglia” hanno lamentato presenze “indesiderate” nel parco alle spalle del caseggiato e nel sottopasso di viale Europa.

Proprio nella zona del Lungoadda, vicino al ponte e verso l’Isolabella, i poliziotti hanno già fermato nelle ultime settimane diverse persone con piccole quantità di stupefacenti, soprattutto hascisc e marijuana, trovando anche a terra involucri nascosti dai pusher. Lo stesso è avvenuto al parco delle Caselle.

Gli ultimi fermi di spacciatori in città hanno riguardato sempre extracomunitari, in particolare profughi ospiti delle strutture di accoglienza presenti sul territorio. Quattro in particolare ne erano stati fermati dietro la stazione. Prima che la zona venisse “blindata” (ufficialmente per contrastare proprio queste attività, in realtà in seguito a una segnalazione del ministero dell’Interno su Lodi come possibile obiettivo del terrorismo) e di fatto “ripulita”. Mentre i residenti dell’Albarola ne hanno segnalato più volte la presenza anche alle Caselle.

Si tratta comunque per lo più di piccoli spacciatori, che intercettano gli studenti diretti alle scuole o in stazione e al massimo vengono sorpresi in possesso di piccole quantità di droga. Dopo ogni arresto, in ogni caso, c’è subito qualcuno pronto a prendere il loro posto, un “particolare” già segnalato dalla questura nei mesi scorsi e che rende più difficile il contrasto.

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