LODI Case di riposo, le indagini «partono dai singoli casi»

La Procura esclude una svolta a breve, intanto a Mediglia «l’impressione è che la Rsa vada meglio»

Nessuna svolta annunciata a breve termine nelle inchieste della Procura della Repubblica di Lodi sui contagi da covid del febbraio scorso negli ospedali di Codogno e di Lodi e su quelle, avviate successivamente, sulle case di riposo di Santa Chiara a Lodi, la Rsa Borromea di Mediglia, la Fondazione Castellini di Melegnano, le opere Pie di Codogno e la Rsa di Sant’Angelo Lodigiano. In questi giorni il Procuratore Domenico Chiaro, al riguardo, si è limitato a ribadire che «non è detto che debbano per forza emergere dei reati» e a ricordare che eventuali contestazioni devono nascere dall’analisi di fatti singoli. Delegati delle indagini, i carabinieri del nucleo antisofisticazioni. Che a Mediglia sono stati notati anche nei mesi successivi effettuare controlli di routine sulla Residenza Borromea, attività tecnicamente non collegate con quella di polizia giudiziaria ma che comunque sembrano aver creato un clima di rigore che è apprezzato positivamente dai parenti.

«Tra i quaranta parenti che avevano fatto l’esposto per segnalare i contagi nella Rsa - spiega Cinzia Bisoni di Pantigliate, una delle referenti delle famiglie della Borromea - io sono l’unica che non ha perso la mamma o il papà per il covid. Le altre famiglie attendono giustizia, e anche io, che però ho avuto la fortuna di poter riportare a casa mia mamma dalla casa di riposo e di riuscire a prendermene cura, scegliendo di andare in aspettativa dal lavoro. Di questa vicenda, con l’acquisizione di documenti dei carabinieri in struttura in aprile, e poi gli interrogatori, sto cogliendo un lato costruttivo, e inaspettato: mi dicono che si è creata in tutti la consapevolezza che “una casa di riposo migliore è possibile”, che un certo clima del passato, di cui non voglio dire se le colpe fossero di lavoratori, medici o proprietà della struttura, non è più ammesso. La cura degli anziani è impegnativa sotto tanti profili, da quello emotivo a quello medico, e certo non sta a noi dire se qualcuno ha sbagliato finendo di fatto per agevolare i contagi. Questa tragedia del covid dovrebbe servire per migliorare gli standard delle case di riposo, per avere medici di base che vadano a fare visita agli anziani in casa, che le famiglie non si sentano mai lasciate da sole. La medicina amara delle denunce e delle inchieste, io spero e voglio continuare a sperare, porti tutti a una maggiore responsabilità nei confronti degli anziani. Dagli inquirenti non abbiamo più saputo niente, dopo che ci hanno interrogati, attendiamo anche noi quello che succederà».

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