Lodi, addio all’avvocato Aldo Vicario
AVEVA 84 ANNI Non solo professione, ma anche politica, sport e...Tv
Lettura 1 min.Si è spento sabato, a 84 anni, l’avvocato Aldo Vicario. All’anagrafe nato a Lecco, anche se lodigiano fin da bambino, e figlio dell’avvocato Vincenzo Vicario, ha fatto della riservatezza uno dei suoi tratti distintivi, e la famiglia ha dato l’annuncio a esequie avvenute, dando appuntamento per il ricordo e la preghiera a domenica 25 ottobre, alle 11.30, nella chiesa parrocchiale di Santa Francesca Cabrini a Lodi. L’Ordine degli avvocati di Lodi lo ricorda per serietà e competenza, sottolineando che “con la sua ironia ha onorato l’attività forense”. Gli amministratori locali, quelli con qualche anno in più, ricordano il suo impegno nella Democrazia Cristiana. Gli sportivi, quello per l’Amatori e il Fanfulla degli anni d’oro. E anche l’editoria lodigiana gli deve molto, per aver avuto per diversi anni l’onere e l’onore di essere amministratore delegato di Teleradiolodi: «Ci metteva impegno ed entusiasmo - ricorda al riguardo la figlia Viviana, anche lei avvocato -. A cena ci teneva sempre sintonizzati sulla “sua tv”, e quante volte si arrabbiava e alzava il telefono....». Perché, da avvocato, non poteva che essere preciso, e chiedeva il massimo a quella squadra di giovani entusiasti che era anche fucina di professionalità. Al liceo curò il giornale studentesco Il Canovaccio (1959), poi fondò la compagnia teatrale La Guardia, girò anche un film western al Belgiardino, «El perdòn l’è a Melegnan» (a proposito, la famiglia sta cercando qualcuno che abbia conservato la pellicola...), e corse in auto con la Scuderia Moroni. Così eclettico da diventare un apprezzato avvocato civilista. Un uomo che voleva aiutare i lodigiani a migliorarsi sempre.
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